Il mio impegno: far crescere la comunità di Fratelli d’Italia, come lo decideremo insieme, con chi ci vorrà stare…

Sento parlare da giorni e giorni come al solito di poltrone, di chi vuole fare cosa quasi che una posizione o un incarico di gestione della cosa pubblica fosse un lascito ereditario. Questo è il modo peggiore di affrontare il futuro che, è bene ribadirlo, non è proprio roseo. Ci sono da affrontare i seguenti problemi: energia, guerra, pandemia, immigrazione clandestina, inflazione, PNRR (che sta diventando più un problema che una risorsa), siccità. Come li volete affrontare questi problemi? Affidando il vostro voto come avete fatto alle comunali? Al “totuccio” di turno? A chi va a farsi prendere in giro da qualche bulletto di periferia in odor di mafia? A chi va a comprarsi i voti? A chi ha come unico scopo della vita la politica? A chi parla in dialetto “incarcato” sperando che la carta del popolarismo funzioni? Spero proprio di no. Io mi auguro che scegliate in base alla esperienza professionale che ciascuno porta a servizio della politica, spero che scegliate in base anche alla esperienza che in politica il candidato ha maturato. Credo che anche per me, che ho iniziato consegnando facsimili a 16 anni con la mia vespa sia arrivato adesso, alla soglia dei 50, il momento in cui decidere se restare dietro le quinte a servizio della politica o se prendere il coraggio a quattro mani e sfidare i “mamma santissima” del voto, quelli che ad ogni elezione non si capisce come fanno incetta di consenso e poi nelle aule parlamentari non sono in grado di fare la O col bicchiere perché latitano di istruzione, di cultura, di contatto con la realtà. Vedremo, intanto il mio impegno è far crescere la comunità di Fratelli d’Italia, come lo decideremo insieme, con chi ci vorrà stare…

Il territorio delle Madonie grande attrattiva per il turismo

Secondo la recente ricerca di You Trend che ha preso in esame i desideri di quanti hanno scelto di andare in vacanza nonostante l’incertezza dei tempi e l’inflazione, le regioni più desiderate per le vacanze sono Sicilia e Puglia, rispettivamente al primo e al secondo posto delle preferenze con percentuali del 26,6% e del 24,7%. L’Isola offre un patrimonio paesaggistico, storico, monumentale unico. Nel 2021 il 55% dei turisti hanno scelto mete enogastronomiche e la nostra Isola si è ritagliata una fetta importante del settore vantando piatti, sapori tipici che non hanno rivali. Penso al territorio delle Madonie, ai comuni che fanno parte del Parco delle Madonie: Cefalù, Castelbuono, Collesano, Isnello, Gratteri, Pollina, San Mauro Castelverde, Geraci Siculo, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Caltavuturo, Sclafani Bagni e Scillato. Tutte realtà che vantano storie secolari con la presenza di beni monumentali e paesaggistici dal valore inestimabile e tradizioni culinarie valorizzate dalla grande vocazione turistica che fa dell’accoglienza un valore aggiunto.

Il Palermo è da oggi parte della famiglia City Football Group. Anche la mia famiglia ha scritto il suo nome nel libro di storia del club rosanero

“Il Palermo è da oggi parte della famiglia City Football Group”: con questo breve post sui social, il Palermo ha annunciato l’avvenuta acquisizione delle quote di maggioranza del club da parte del gruppo anglo-arabo. E questa per me è una grande notizia. Anche la mia famiglia ha scritto il suo nome nel libro di storia del Palermo e alla squadra siamo sempre stati molto legati. Fatemi ringraziare con sincera gratitudine il mio amico Dario Mirri, col quale abbiamo collaborato e col quale sono certo continueremo. Il City Group è il massimo non solo sotto il profilo economico, ma perché a detta di molti, il City riuscirà a dare una migliore organizzazione al club ed un futuro solido e certo. Oltre alla grande valenza socioeconomica che ha questa acquisizione, ci aspettiamo ora che i rappresentanti delle istituzioni facciano la propria parte mettendo nelle migliori condizioni la società rosanero di poter fare investimenti sul fronte delle infrastrutture funzionali alla crescita del club.

Riforma della legge elettorale: il sistema proporzionale sancirebbe la fine del centrodestra

L’agognata riforma della legge elettorale si ripropone puntualmente, ormai da decenni, ogni fine legislatura. Tutti i partiti sulla carta la vorrebbero, ma ognuno propone una ricetta diversa. Sembra risorgere la voglia di tornare al proporzionale in una fase in cui monta la tensione interna alla maggioranza e le coalizioni appaiono sempre più in fibrillazione. E’ di dominio pubblico che i centristi spingono verso questa direzione. Sia il segretario del Pd che il leader del M5s sembrano orientati a una legge diversa dall’attuale. Una proposta che potrebbe convincere anche renziani e calendiani. Per la riforma però servono i voti di almeno un pezzo della Lega e di Forza Italia: significherebbe spaccare il centrodestra visto che Fratelli d’Italia con la leader Giorgia Meloni, sempre in continua ascesa nei sondaggi, non intende modificare la legge elettorale a pochi mesi dalla fine della legislatura.
Il segretario del Pd Enrico Letta è sempre sembrato un sostenitore del maggioritario, tanto che nei mesi scorsi si era addirittura parlato di un asse con Giorgia Meloni. Adesso, però, alla fine della legislatura inizia a mancare meno di un anno. E l’inquilino del Nazareno è ritornato sull’argomento legge elettorale, partendo da uno dei suoi cavalli di battaglia, ovvero il ritorno delle preferenze. Il proporzionale vuol dire essenzialmente mandare alla deriva il centrodestra. Ma d’altra parte le ultime amministrative hanno evidenziato a Salvini come forse il centrodestra unito potrebbe davvero vincere le elezioni. Poi però il ruolo di leader della coalizione toccherebbe a Giorgia Meloni.

Caro carburante: in ginocchio l’economia dell’Isola mentre il governo sta a guardare

Il caro carburante sta mettendo in ginocchio tutto il sistema economico della Sicilia. L’Isola, che da sempre paga gli alti i costi dell’insularità, oggi è penalizzata maggiormente sul versante dei collegamenti aerei e navali. In generale, è tutta l’economia che ruota attorno alla commercializzazione dei prodotti ad essere in grande sofferenza. In questo contesto le imprese agricole rischiano il collasso con le difficoltà burocratiche che riscontrano per l’accesso alla piattaforma informatica propedeutica all’assegnazione del carburante a prezzo agevolato. In tutto questo il Governo dei migliori che fa? Il Governo regionale che fa? La tanto sbandierata questione meridionale l’abbiamo risolta? Ma possibile che nessuno abbia la capacità di rimediare a questi disastri? Un giorno vi racconterò dell’ex presidente della regione Basilicata, Pittella…

Gestione dei rifiuti: Occorre una profonda rivisitazione della macchina amministrativa regionale

In Sicilia la gestione dei rifiuti è penalizzata dalla grande frammentazione di enti preposti alla raccolta e smaltimento. Infatti, nei singoli territori coesistono Aro, Ati in liquidazione, Srr e Comuni. Inoltre, le discariche sono quasi tutte esaurite, per non parlare della Tari schizzata alle stelle quasi ovunque. Bisogna aggiornare il Piano dei rifiuti in coerenza con le prescrizioni della Commissione europea e, una volta completato, occorre che le SRR vi adeguino i loro piani d’ambito. I due termovalorizzatori voluti fortemente dal governo regionale servono ma da soli non risolvono il problema. Per il futuro non possiamo permetterci che le città della nostra bella Isola siano ancora invase dai rifiuti. Accanto a questo occorre una profonda rivisitazione della macchina amministrativa regionale. L’assessorato preposto alla spinosa e complessa questione dei rifiuti e dell’energia ha necessità di forze nuove, di un complessivo snellimento della burocrazia e soprattutto di formazione. La materia infatti è delicata, non è un caso che alcune tra le più astruse indagini della Procura della Repubblica provengano proprio da quel compartimento. E, mi si lasci dire, non è un caso che l’assessorato all’energia e rifiuti abbia avuto in 4 anni 3 assessori. Tutti, a quanto pare, poco efficaci nella gestione della materia.

Incendi: Serve una rinnovata normativa regionale che non poggi solo sulla legislazione nazionale ma sia integrata ed implementata tenendo conto delle specificità dei territori

La stagione estiva appena iniziata, ci ripropone, come ogni anno, la diffusione di grandi incendi che devastano la Sicilia. Lo scorso anno sono andati in fumo 78.000 ettari di territorio, oltre il 3 per cento dell’intera superficie dell’Isola. In questi giorni, nel Palermitano i roghi hanno colpito senza tregua i territori di San Martino delle Scale (frazione di Monreale), Partinico, Corleone, Alia e Roccapalumba. L’impegno e la professionalità di forestali e pompieri coadiuvati dall’utilizzo di elicotteri e canadair non basta. Lavoratori ultrasessantenni preposti al servizio antincendio devono essere integrati da personale più giovane e i mezzi vecchi che sono attualmente utilizzati nel servizio antincendio devono essere sostituiti con quelli di nuova generazione. In sintesi, la riforma dell’intero settore forestale per rendere più incisiva la salvaguardia del territorio, non è più procrastinabile. Inoltre, serve una rinnovata normativa regionale che non poggi solo sulla legislazione nazionale ma sia integrata ed implementata tenendo conto delle specificità dei territori.

La futura classe politica, quella che uscirà dalle urne d’autunno, dovrà farsi carico del rilancio di una economia da troppo tempo mortificata da burocrazia e malaffare

A Termini Imerese una cordata di aziende internazionali e nazionali è pronta a rilanciare l’area dell’ex Blutec. Un progetto col più grande impatto occupazionale degli ultimi quindici anni in Sicilia: 900 posti di lavoro e un investimento di oltre 100 milioni di euro. Speriamo che dopo anni di oblio l’intera area industriale di Termini Imerese possa rinascere rivitalizzando il tessuto socioeconomico del territorio. La futura classe politica, quella che uscirà dalle urne d’autunno, dovrà farsi carico del rilancio di una economia da troppo tempo mortificata da burocrazia e malaffare.

 

Caos ai seggi elettorali. Pivetti (FDI): “Per il presidente Armetta non sarebbe accettabile un attacco politico al comune di Palermo? Ritengo che parli a titolo personale visto che molti colleghi la pensano diversamente”

Il caos scoppiato a Palermo in queste prime ore di apertura dei seggi ha provocato reazioni politiche durissime. Sulla questione è intervenuto il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo Antonello Armetta che sul proprio profilo Facebook ha sollecitato l’intervento del ministero dell’Interno, sostenendo che quanto sta accadendo nel capoluogo siciliano “è di una gravità estrema tale da falsare queste elezioni”. Per Armetta “non è accettabile” l’attacco politico, in quanto la competenza della gestione dei presidenti di seggio “non è dei comuni”. Da qui l’invito a un intervento diretto e immediato del Viminale.“Leggo la dichiarazione del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, Avv. Armetta – dichiara l’Avv. Michele Pivetti responsabile del dipartimento professioni della provincia di Palermo di Fratelli d’Italia – secondo il quale non sarebbe accettabile l’attacco politico al Comune di Palermo. Ebbene, ritengo che il presidente parli a titolo personale e non a nome della classe forense palermitana atteso che la sua posizione non rispecchia quella di centinaia di colleghi che in queste ore mi chiamano per manifestare il proprio sdegno. La legislazione infatti assegna a 3 soggetti ben definiti l’organizzazione della consultazione elettorale: la Corte di Appello, che nomina, il Comune che recluta, la Prefettura che vigila. Atteso tutto ciò è di palmare evidenza che le responsabilità sono da ascrivere totalmente alla fallace gestione della amministrazione comunale del fu Sindaco Orlando e della prefettura che rappresenta il Ministro fantasma Luciana Lamorgese. La prima perché non ha saputo trovare i sostituti in tempo utile, la seconda perché non ha saputo vigilare sul corretto iter di istruzione e formazione dei seggi elettorali. Ne discende che, come detto, con ogni probabilità la rispettabilissima opinione del presidente Armetta sia frutto di una sua opinione e non di un idem sentire del Consiglio e degli Avvocati palermitani”.

 

 

A Palermo un bagno di folla per Giorgia Meloni che tira la volata a Lagalla

Dal palco allestito a piazza Verdi, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni tira la volata a Roberto Lagalla per le Comunali del 12 giugno e conferma la fiducia a Nello Musumeci in vista delle Regionali. “Roberto Lagalla – ha detto Meloni – rappresenta orgoglio e concretezza. Devo ringraziare Carolina che sarebbe stata un ottimo sindaco, ma non volevamo arroccarci. La candidatura più competitiva era quella di Lagalla, Carolina è stata la prima a dire: ‘facciamo un passo indietro’. Il 12 giugno andate a votare – ha aggiunto rivolgendosi agli elettori -. Avete la possibilità di avere un sindaco che nella sua vita si è misurato in molte cose e non ne ha fallita una. Serve gente così per governare Palermo”.