Categoria: Rassegna Stampa

L’Unione monarchica italiana sulle dimissioni di Pogliese: “Persona seria e trasparente”

“Le dimissioni del sindaco Pogliese, oltre a rimarcarne la trasparenza della persona e la serietà del suo operato registrano, ancora una volta, l’incostituzionalità di una legge sulla quale è diventato urgente aprire un serio dibattito”. Con queste parole il vicepresidente nazionale dell’Unione monarchica italiana, Michele Pivetti Gagliardi commenta la decisione del primo cittadino di Catania. “Nonostante una sindacatura travagliata vissuta sotto la mannaia di una legge iniqua la città ha potuto verificare l’impegno e la competenza messa in campo dalla giunta Pogliese per condurre la città al di là delle sabbie mobili di un tracollo senza precedenti”. “Non possiamo che accettare con amarezza le dimissioni del sindaco Pogliese – gli fa eco il presidente regionale Stefano Papa – ma allo stesso tempo essergli grati per l’impegno profuso in questi anni, impegno volto esclusivamente allo sviluppo di Catania e per il benessere di tutti i catanesi”.

CataniaToday 30 luglio 2022

https://www.cataniatoday.it/cronaca/umi-sudimissioni-pogliese.html

Oggi sul Giornale di Sicilia si ipotizza la mia possibile candidatura alle prossime elezioni politiche

Oggi sul Giornale di Sicilia si ipotizza la mia possibile candidatura alle prossime elezioni politiche. Io, intanto, continuo a girare il territorio a 360 gradi incontrando, tanta gente espressione delle categorie professionali, del mondo dell’imprese, dell’agricoltura e dell’artigianato ma anche semplici cittadini che vogliono farsi rappresentare nelle istituzioni da volti nuovi della politica che vantano specifiche competenze.

A Roma, Milano, Torino e Firenze si sono svolte manifestazioni di sostegno a Draghi. Si teme il ricorso alle urne

A Roma, Milano, Torino e Firenze si sono svolte manifestazioni di sostegno a Draghi. Alcune centinaia i partecipanti, tra politici e gente comune. Oltre a esponenti del mondo politico che in un eventuale ricorso alle urne rischierebbero di sparire, sono scesi nelle piazze diversi rappresentanti del mondo del lavoro e delle professioni. Si avverte la sensazione che c’è paura… paura di andare alle urne…. paura di una possibile vittoria di Fratelli d’Italia (oggi primo partito al 23,8%). A forza di governi tecnici e del presidente abbiamo un debito più alto di prima, lo spread a 200, nonostante l’ex governatore del Bce. Sarebbe intollerabile avere il quarto governo di fila caduto dall’alto solo per far continuare stancamente la legislatura. Intanto, la crisi incombe. Per sostituire il gas russo l’Italia fa accordi con gli amici di Putin come la Turchia (che ha aumentato del 62,5% il volume di gas trasportato con il gasdotto Tanap, che si collega poi al Tap in Puglia), Algeria, Egitto, Azerbaijan, Qatar e molti altri. Per la serie: cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia nel contesto geopolitico economico dettato dai flussi finanziari. Per non parlare del “buyback” (cioè il riacquisto di azioni proprie sul mercato) da parte di Eni il cui Cda ha ritenuto di affiancare alla politica sui dividendi un nuovo programma di acquisto di azioni proprie, considerandolo presumibilmente un efficace e flessibile strumento a sostegno della creazione di valore in linea con la prassi internazionale del settore. Tutte operazioni finanziarie che al cittadino comune interessano poco, visto che alla fine è costretto a pagare il prezzo della benzina oltre due euro al litro.

Il mio impegno: far crescere la comunità di Fratelli d’Italia, come lo decideremo insieme, con chi ci vorrà stare…

Sento parlare da giorni e giorni come al solito di poltrone, di chi vuole fare cosa quasi che una posizione o un incarico di gestione della cosa pubblica fosse un lascito ereditario. Questo è il modo peggiore di affrontare il futuro che, è bene ribadirlo, non è proprio roseo. Ci sono da affrontare i seguenti problemi: energia, guerra, pandemia, immigrazione clandestina, inflazione, PNRR (che sta diventando più un problema che una risorsa), siccità. Come li volete affrontare questi problemi? Affidando il vostro voto come avete fatto alle comunali? Al “totuccio” di turno? A chi va a farsi prendere in giro da qualche bulletto di periferia in odor di mafia? A chi va a comprarsi i voti? A chi ha come unico scopo della vita la politica? A chi parla in dialetto “incarcato” sperando che la carta del popolarismo funzioni? Spero proprio di no. Io mi auguro che scegliate in base alla esperienza professionale che ciascuno porta a servizio della politica, spero che scegliate in base anche alla esperienza che in politica il candidato ha maturato. Credo che anche per me, che ho iniziato consegnando facsimili a 16 anni con la mia vespa sia arrivato adesso, alla soglia dei 50, il momento in cui decidere se restare dietro le quinte a servizio della politica o se prendere il coraggio a quattro mani e sfidare i “mamma santissima” del voto, quelli che ad ogni elezione non si capisce come fanno incetta di consenso e poi nelle aule parlamentari non sono in grado di fare la O col bicchiere perché latitano di istruzione, di cultura, di contatto con la realtà. Vedremo, intanto il mio impegno è far crescere la comunità di Fratelli d’Italia, come lo decideremo insieme, con chi ci vorrà stare…

Il territorio delle Madonie grande attrattiva per il turismo

Secondo la recente ricerca di You Trend che ha preso in esame i desideri di quanti hanno scelto di andare in vacanza nonostante l’incertezza dei tempi e l’inflazione, le regioni più desiderate per le vacanze sono Sicilia e Puglia, rispettivamente al primo e al secondo posto delle preferenze con percentuali del 26,6% e del 24,7%. L’Isola offre un patrimonio paesaggistico, storico, monumentale unico. Nel 2021 il 55% dei turisti hanno scelto mete enogastronomiche e la nostra Isola si è ritagliata una fetta importante del settore vantando piatti, sapori tipici che non hanno rivali. Penso al territorio delle Madonie, ai comuni che fanno parte del Parco delle Madonie: Cefalù, Castelbuono, Collesano, Isnello, Gratteri, Pollina, San Mauro Castelverde, Geraci Siculo, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Caltavuturo, Sclafani Bagni e Scillato. Tutte realtà che vantano storie secolari con la presenza di beni monumentali e paesaggistici dal valore inestimabile e tradizioni culinarie valorizzate dalla grande vocazione turistica che fa dell’accoglienza un valore aggiunto.

Il Palermo è da oggi parte della famiglia City Football Group. Anche la mia famiglia ha scritto il suo nome nel libro di storia del club rosanero

“Il Palermo è da oggi parte della famiglia City Football Group”: con questo breve post sui social, il Palermo ha annunciato l’avvenuta acquisizione delle quote di maggioranza del club da parte del gruppo anglo-arabo. E questa per me è una grande notizia. Anche la mia famiglia ha scritto il suo nome nel libro di storia del Palermo e alla squadra siamo sempre stati molto legati. Fatemi ringraziare con sincera gratitudine il mio amico Dario Mirri, col quale abbiamo collaborato e col quale sono certo continueremo. Il City Group è il massimo non solo sotto il profilo economico, ma perché a detta di molti, il City riuscirà a dare una migliore organizzazione al club ed un futuro solido e certo. Oltre alla grande valenza socioeconomica che ha questa acquisizione, ci aspettiamo ora che i rappresentanti delle istituzioni facciano la propria parte mettendo nelle migliori condizioni la società rosanero di poter fare investimenti sul fronte delle infrastrutture funzionali alla crescita del club.

Riforma della legge elettorale: il sistema proporzionale sancirebbe la fine del centrodestra

L’agognata riforma della legge elettorale si ripropone puntualmente, ormai da decenni, ogni fine legislatura. Tutti i partiti sulla carta la vorrebbero, ma ognuno propone una ricetta diversa. Sembra risorgere la voglia di tornare al proporzionale in una fase in cui monta la tensione interna alla maggioranza e le coalizioni appaiono sempre più in fibrillazione. E’ di dominio pubblico che i centristi spingono verso questa direzione. Sia il segretario del Pd che il leader del M5s sembrano orientati a una legge diversa dall’attuale. Una proposta che potrebbe convincere anche renziani e calendiani. Per la riforma però servono i voti di almeno un pezzo della Lega e di Forza Italia: significherebbe spaccare il centrodestra visto che Fratelli d’Italia con la leader Giorgia Meloni, sempre in continua ascesa nei sondaggi, non intende modificare la legge elettorale a pochi mesi dalla fine della legislatura.
Il segretario del Pd Enrico Letta è sempre sembrato un sostenitore del maggioritario, tanto che nei mesi scorsi si era addirittura parlato di un asse con Giorgia Meloni. Adesso, però, alla fine della legislatura inizia a mancare meno di un anno. E l’inquilino del Nazareno è ritornato sull’argomento legge elettorale, partendo da uno dei suoi cavalli di battaglia, ovvero il ritorno delle preferenze. Il proporzionale vuol dire essenzialmente mandare alla deriva il centrodestra. Ma d’altra parte le ultime amministrative hanno evidenziato a Salvini come forse il centrodestra unito potrebbe davvero vincere le elezioni. Poi però il ruolo di leader della coalizione toccherebbe a Giorgia Meloni.

Caro carburante: in ginocchio l’economia dell’Isola mentre il governo sta a guardare

Il caro carburante sta mettendo in ginocchio tutto il sistema economico della Sicilia. L’Isola, che da sempre paga gli alti i costi dell’insularità, oggi è penalizzata maggiormente sul versante dei collegamenti aerei e navali. In generale, è tutta l’economia che ruota attorno alla commercializzazione dei prodotti ad essere in grande sofferenza. In questo contesto le imprese agricole rischiano il collasso con le difficoltà burocratiche che riscontrano per l’accesso alla piattaforma informatica propedeutica all’assegnazione del carburante a prezzo agevolato. In tutto questo il Governo dei migliori che fa? Il Governo regionale che fa? La tanto sbandierata questione meridionale l’abbiamo risolta? Ma possibile che nessuno abbia la capacità di rimediare a questi disastri? Un giorno vi racconterò dell’ex presidente della regione Basilicata, Pittella…

Gestione dei rifiuti: Occorre una profonda rivisitazione della macchina amministrativa regionale

In Sicilia la gestione dei rifiuti è penalizzata dalla grande frammentazione di enti preposti alla raccolta e smaltimento. Infatti, nei singoli territori coesistono Aro, Ati in liquidazione, Srr e Comuni. Inoltre, le discariche sono quasi tutte esaurite, per non parlare della Tari schizzata alle stelle quasi ovunque. Bisogna aggiornare il Piano dei rifiuti in coerenza con le prescrizioni della Commissione europea e, una volta completato, occorre che le SRR vi adeguino i loro piani d’ambito. I due termovalorizzatori voluti fortemente dal governo regionale servono ma da soli non risolvono il problema. Per il futuro non possiamo permetterci che le città della nostra bella Isola siano ancora invase dai rifiuti. Accanto a questo occorre una profonda rivisitazione della macchina amministrativa regionale. L’assessorato preposto alla spinosa e complessa questione dei rifiuti e dell’energia ha necessità di forze nuove, di un complessivo snellimento della burocrazia e soprattutto di formazione. La materia infatti è delicata, non è un caso che alcune tra le più astruse indagini della Procura della Repubblica provengano proprio da quel compartimento. E, mi si lasci dire, non è un caso che l’assessorato all’energia e rifiuti abbia avuto in 4 anni 3 assessori. Tutti, a quanto pare, poco efficaci nella gestione della materia.

Incendi: Serve una rinnovata normativa regionale che non poggi solo sulla legislazione nazionale ma sia integrata ed implementata tenendo conto delle specificità dei territori

La stagione estiva appena iniziata, ci ripropone, come ogni anno, la diffusione di grandi incendi che devastano la Sicilia. Lo scorso anno sono andati in fumo 78.000 ettari di territorio, oltre il 3 per cento dell’intera superficie dell’Isola. In questi giorni, nel Palermitano i roghi hanno colpito senza tregua i territori di San Martino delle Scale (frazione di Monreale), Partinico, Corleone, Alia e Roccapalumba. L’impegno e la professionalità di forestali e pompieri coadiuvati dall’utilizzo di elicotteri e canadair non basta. Lavoratori ultrasessantenni preposti al servizio antincendio devono essere integrati da personale più giovane e i mezzi vecchi che sono attualmente utilizzati nel servizio antincendio devono essere sostituiti con quelli di nuova generazione. In sintesi, la riforma dell’intero settore forestale per rendere più incisiva la salvaguardia del territorio, non è più procrastinabile. Inoltre, serve una rinnovata normativa regionale che non poggi solo sulla legislazione nazionale ma sia integrata ed implementata tenendo conto delle specificità dei territori.

La futura classe politica, quella che uscirà dalle urne d’autunno, dovrà farsi carico del rilancio di una economia da troppo tempo mortificata da burocrazia e malaffare

A Termini Imerese una cordata di aziende internazionali e nazionali è pronta a rilanciare l’area dell’ex Blutec. Un progetto col più grande impatto occupazionale degli ultimi quindici anni in Sicilia: 900 posti di lavoro e un investimento di oltre 100 milioni di euro. Speriamo che dopo anni di oblio l’intera area industriale di Termini Imerese possa rinascere rivitalizzando il tessuto socioeconomico del territorio. La futura classe politica, quella che uscirà dalle urne d’autunno, dovrà farsi carico del rilancio di una economia da troppo tempo mortificata da burocrazia e malaffare.