Autore: admin

Infrastrutture. Pivetti (FDI): “Ponte sullo Stretto di Messina opera pubblica non più rinviabile”

L’idea di collegare in modo stabile la Sicilia al resto dell’Italia ha origini molto antiche. Il ponte sullo Stretto rimane una priorità per lo sviluppo socioeconomico dell’Isola. Purtroppo non si è riusciti, per mancanza di volontà politica, ad inserirlo nel progetto del Pnrr. Oggi con l’auspicata elezione alla presidenza della Regione Siciliana di Renato Schifani, la realizzazione di questa importante e strategica infrastruttura, può diventare realtà. Ricordo che quando Schifani era capogruppo di Forza Italia, al governo Berlusconi, erano andati molto avanti. Poi il governo Prodi decise in 90 giorni di azzerare tutto mettendo in liquidazione la società Ponte sullo Stretto.

Agricoltura. Pivetti (FDI): “Bene il fondo da 50 milioni di euro per gli imprenditori siciliani che vanno sostenuti anche con altre misure”

Sono stati pubblicati due avvisi a cura dell’assessorato regionale dell’Agricoltura per complessivi 50 milioni di euro (la dotazione finanziaria è di 25 milioni per ciascun bando). Si tratta di fondi destinati agli allevatori delle aziende zootecniche siciliane  che producono latte e agli agricoltori delle aziende agricole che pagano i contributi per l’irrigazione ai consorzi di bonifica. Gli agricoltori e gli allevatori siciliani messi a dura prova dagli effetti della crisi dovuta al Covid prima e al conflitto Russia-Ucraina poi, per via della maggiorazione dei costi delle materie prime e dell’energia, vanno maggiormente sostenuti anche con altre misure che li aiutino a superare questo difficile periodo.

Pivetti (FDI): “Alla Sicilia sono state raddoppiate le risorse messe a disposizione dall’Unione europea per il lavoro, l’occupazione giovanile, l’istruzione e la formazione professionale. Grande opportunità per lo sviluppo dell’isola”

Alla Sicilia sono state raddoppiate le risorse messe a disposizione dall’Unione europea per il lavoro, l’occupazione giovanile, l’istruzione e la formazione professionale. Dagli 800 milioni di euro della vecchia programmazione 2014-2020 si passa a oltre 1,5 miliardi per il periodo 2021-2027. A questa somma vanno aggiunti altri 500 milioni stanziati sul Programma operativo complementare. Inoltre, a questa somma si devono aggiungere altri 500 milioni stanziati sul Programma operativo complementare (Fonte Ansa). Tutte queste risorse economiche costituiscono una grande occasione per lo sviluppo socioeconomico della nostra, tanto amata quanto martoriata, isola ma bisogna che gli enti locali superino le ataviche difficoltà nella gestione degli investimenti comunitari. Pertanto, è di vitale importanza snellire la burocrazia valorizzando soggetti con comprovate competenze tecniche. E’ un’opportunità straordinaria per la crescita della nostra regione che non possiamo farci sfuggire.

Mancano i medici negli ospedali, si recluta personale all’estero. Pivetti (FDI): “Valorizziamo i nostri specializzandi, pensionati o medici in formazione per la medicina generale, oltre che i medici migrati all’estero per mancanza di lavoro”

E’ di dominio pubblico che in Sicilia il fabbisogno di medici e sanitari è inadeguato. La mancanza di personale sanitario negli ospedali, soprattutto nei pronto soccorso, è un problema comune a tutte le province siciliane. Diverse istituzioni pubbliche e private sembra che stiano esaminando la possibilità di chiamare al lavoro medici stranieri proponendo contratti a tempo determinato. Una soluzione “tampone” che non risolve il problema definitivamente ma lo rinvia. Le stesse misure amministrative eccezionali con cui la Calabria ha assunto 487 medici cubani, attraverso un accordo di cooperazione con una società commerciale con capitale totalmente cubano, per la fornitura di medici e sanitari allo scopo di sostenere i suoi ospedali, possono essere applicate ai specializzandi, pensionati o medici in formazione per la medicina generale, oltre che ai medici migrati all’estero per mancanza di lavoro o di un contratto dignitoso. Per non parlare della situazione dei pronto soccorso dove spesso i medici vengono aggrediti, insultati, offesi e malmenati. Sono fatti incresciosi che meriterebbero maggiore attenzione da parte di chi è preposto alla tutela e alla incolumità del personale sanitario. Bisogna mettere in campo tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica degli operatori sanitari prima che la situazione precipiti.

 

La provincia di Palermo devastata dagli incendi. Pivetti (FDI): “Potenziare gli organici dei Vigili del fuoco e della Forestale”

Questi giorni di grande caldo, caratterizzati dal vento di scirocco, hanno favorito lo sviluppo di numerosi incendi che stanno divorato ettari di vegetazione a Montemaggiore Belsito, Terrasini, Cinisi, a Buonfornello a ridosso dell’autostrada Palermo-Catania, Corleone e lungo l’autostrada A 29 Palermo-Mazara del Vallo. Incendi si sono registrati anche a Capaci, Carini, Cerda e a Pantelleria. Per non parlare del rogo divampato a Palermo nelle ultime ore. In Sicilia ogni estate assistiamo inermi allo stesso copione: ettari di macchia mediterranea distrutta. Se da un lato, appare evidente l’azione dei piromani che va duramente condannata e perseguita, dall’altro c’è l’incuria del nostro territorio, misure non adeguate alla salvaguardia e alla prevenzione. Il piano antincendi che la Regione Siciliana deve mettere in pratica non può prescindere dal controllo del territorio. Bisogna potenziare l’organico dei Vigili del fuoco e degli agenti della Forestale dotandoli anche di nuovi mezzi moderni (droni) per la prevenzione o l’avvistamento, in tempi rapidi, degli incendi. Inoltre, bisogna dare degli incentivi economici ai proprietari terrieri che hanno terreni abbandonanti, allo scopo di garantire la pulizia delle sterpaglie che spesso favoriscono il propagarsi degli incendi. Anche in questo settore la Sicilia deve cambiare passo.

 

Pivetti: “Next Generation Eu, digitalizzazione e filiera autonoma per rilanciare l’agricoltura in Sicilia”

L’agricoltura siciliana ormai vive un dramma irreversibile se non si interviene con misure chiare e forti nei confronti delle imprese agricole che soffrono condizioni di stress di liquidità e hanno bisogno di un supporto da parte delle Istituzioni per poter superare il difficile momento. Nella nostra Isola, l’agricoltura è alle prese con una crisi senza precedenti che non sta risparmiando alcun comparto, tra costi di produzione fuori controllo e condizioni climatiche avverse. A questo si aggiungono la cattiva gestione dei Consorzi di Bonifica (negli anni – complice pure il disimpegno finanziario deciso dalla Regione con l’art. 47 della legge 9/2015 i Consorzi di bonifica hanno proceduto ad aumentare i ruoli in modo smisurato) che sono sempre in attesa di una riforma che li avvicini di più alle esigenze degli agricoltori, la cronica incapacità nella distribuzione dell’acqua dovuta anche ad una rete di distribuzione vecchia ed inadeguata, la mancata messa in sicurezza del territorio, oltre che alla urgenza di programmare l’uso dei fondi europei e nazionali. Dopo 27 anni di commissariamenti dei Consorzi di bonifica la Regione deve esprimere un percorso di chiarezza ed interventi risolutivi poiché un’agricoltura di qualità non può che essere sostenuta ed accompagnata da Enti efficienti. Criticità ormai strutturali ed infrastrutturali che vanno sicuramente affrontati con un cambio di passo rispetto al passato. E’ necessario costruire delle filiere autonome dal produttore agricolo al consumatore. Per non parlare dell’invecchiamento e la scarsità di giovani imprenditori in agricoltura, conseguente alla mancanza di turn-over che appare ormai ineluttabile per lo sviluppo delle politiche di transizione richieste dal Next Generation Eu (uno strumento temporaneo da 750 miliardi di euro pensato per stimolare una “ripresa sostenibile, uniforme, inclusiva ed equa”, volta a garantire la possibilità di fare fronte a esigenze impreviste, il più grande pacchetto per stimolare l’economia mai finanziato dall’UE). Inoltre, ricordo che la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato l’anticipo dell’utilizzo delle risorse del Next Generation Eu dedicate specificatamente all’agricoltura attraverso la politica dello sviluppo rurale. Almeno il 37% dei fondi disponibili per la ripresa dovrà essere destinato ad azioni legate all’ambiente e al clima, mentre il 55% dovrà sostenere le start-up di imprese dei giovani agricoltori e gli investimenti in aziende che contribuiscono a una ripresa economica resiliente, sostenibile e digitale in linea con il Green Deal europeo. Per rilanciare l’agricoltura in Sicilia bisogna porre in essere tutte le misure per favorire lo sviluppo dell’agricoltura giovanile, puntando sulla transizione digitale e su metodi innovativi che le nuove generazioni di agricoltori dovranno portare avanti valorizzando, soprattutto, l’agroalimentare. Penso, ad esempio, all’Igp arancia rossa di Sicilia che rappresenta nel contesto contemporaneo una realtà tangibile di un’agricoltura di qualità, ampiamente riconosciuta dai consumatori europei, che fa da traino alle vendite in misura doppia rispetto a quelle di prodotti simili non certificati.

Candidatura di Renato Schifani alla presidenza della Regione. Pivetti: (UMI): “Sarà un grande presidente”

“Le straordinarie qualità umane e politiche del Presidente Schifani saranno il valore aggiunto su cui la Sicilia ed i Siciliani potranno contare. Da sempre uomo di equilibrio e mediazione, il presidente Schifani sarà un grande presidente della regione. Con lui alla guida la Sicilia potrà completare e continuare il percorso virtuoso che il centrodestra ha iniziato cinque anni fa col presidente Musumeci a cui va il nostro ringraziamento per essere stato vicino ai nostri valori ed alla nostra storia”. Così in una nota, Michele Pivetti Gagliardi, Vice Presidente Nazionale Unione Monarchica Italiana.

Elezioni presidente della Regione. Pivetti e Papa (UMI): “Forza Italia la smetta di proporre nomi di condannati o di soggetti in conflitto di interessi”

“La giornata di ieri ha consegnato alla Sicilia l’ennesimo spettacolo indecoroso. Il waltzer dei candidati a presidente della Regione Siciliana, i ritiri strategici, tutto sulla pelle dei siciliani. C’era un presidente uscente, purtroppo per lui incensurato, che è risultato divisivo. Per una sorta di alchimia si è deciso che la presidenza della Regione Siciliana deve andare a Forza Italia. Bene, allora Forza Italia la smetta di proporre nomi di condannati o di soggetti in conflitto di interesse o peggio che inciuciano a sinistra. Al proprio interno, siamo certi, esiste una personalità super partes in grado di fare sintesi. E allora la cerchino, la propongano nelle sedi proprie e si dia inizio alla campagna elettorale. A meno di non voler consegnare come nel 2012 la Regione all’oblio ed alla recessione. L’Unione Monarchica Italiana chiede chiarezza, rapidità ed efficacia tutto ciò che manca in questo momento”. Così in una nota congiunta, Michele Pivetti Gagliardi, Vice Presidente Nazionale Unione Monarchica Italiana e Stefano Papa presidente UMI per la Regione Siciliana.

 

L’Unione monarchica italiana sulle dimissioni di Pogliese: “Persona seria e trasparente”

“Le dimissioni del sindaco Pogliese, oltre a rimarcarne la trasparenza della persona e la serietà del suo operato registrano, ancora una volta, l’incostituzionalità di una legge sulla quale è diventato urgente aprire un serio dibattito”. Con queste parole il vicepresidente nazionale dell’Unione monarchica italiana, Michele Pivetti Gagliardi commenta la decisione del primo cittadino di Catania. “Nonostante una sindacatura travagliata vissuta sotto la mannaia di una legge iniqua la città ha potuto verificare l’impegno e la competenza messa in campo dalla giunta Pogliese per condurre la città al di là delle sabbie mobili di un tracollo senza precedenti”. “Non possiamo che accettare con amarezza le dimissioni del sindaco Pogliese – gli fa eco il presidente regionale Stefano Papa – ma allo stesso tempo essergli grati per l’impegno profuso in questi anni, impegno volto esclusivamente allo sviluppo di Catania e per il benessere di tutti i catanesi”.

CataniaToday 30 luglio 2022

https://www.cataniatoday.it/cronaca/umi-sudimissioni-pogliese.html

Oggi sul Giornale di Sicilia si ipotizza la mia possibile candidatura alle prossime elezioni politiche

Oggi sul Giornale di Sicilia si ipotizza la mia possibile candidatura alle prossime elezioni politiche. Io, intanto, continuo a girare il territorio a 360 gradi incontrando, tanta gente espressione delle categorie professionali, del mondo dell’imprese, dell’agricoltura e dell’artigianato ma anche semplici cittadini che vogliono farsi rappresentare nelle istituzioni da volti nuovi della politica che vantano specifiche competenze.

Dopo 18 anni si conclude la mia esperienza in Senato. Per la XIX legislatura metto a disposizione la mia professionalità

E anche questa è andata. Il Senato della Repubblica è ufficialmente sciolto. Con l’insediamento della nuova legislatura, approssimativamente il 25 ottobre, inizierà la XIX legislatura. Per me è tempo di bilanci. Ho iniziato a frequentare il Senato nel 2004, con Marcello Dell’Utri quindi 18 anni fa. Tanti. Non ho mai fatto mistero a nessuno che il mio più grande desiderio, dopo tutta questa esperienza sarebbe stato quello di varcare la soglia di quell’Aula che non ho mai voluto vedere dall’interno, da “turista”. Avrei voluto fare il parlamentare. E, perdonate la superbia, sarei stato infinitamente più bravo ed efficace del 80/90% di coloro i quali hanno occupato indecorosamente quegli scranni. Ma è andata così. Non mi lamento e anzi ringrazio ogni giorno di avere avuto l’occasione di essere stato con tutte le scarpe nelle stanze dei bottoni. In questa XVIII legislatura ho maturato nuove esperienze e fatto nuove splendide amicizie. Voglio ringraziare innanzitutto Alessandra Gallone che definire come una sorella è dire poco. Brava, intelligente, stakanovista, preparata. Ma devo anche un grazie sincero ad un amico speciale, Dario Damiani, col quale in 4 anni e mezzo abbiamo fatto un sacco di cose: Ddl, mozioni, interventi, ordini del giorno, conferenze stampa, in commissione bilancio abbiamo recuperato centinaia di milioni per i territori del sud, intessuto nuove importanti relazioni. Per Dario è stata la prima legislatura e sono certo non sarà l’ultima perché è bravo! E come dimenticare i “miei” senatori, Quelli dell’Orso (e loro sanno perché) Roberta Toffanin (vice presidente commissione finanze) Gilberto Pichetto (vice ministro MISE) le mille cene e colazioni insieme, la mia amica Assuntela Messina (sottosegretario di stato) bravissima anche se del PD. E i tanti amici con cui abbiamo condiviso tanto, Emilio Floris (già sindaco di Cagliari, Senatore tra i più autorevoli e stimati), Giuseppe Mangialavori e Urania Papatheu, Giuseppe Moles (sottosegretario di stato) con cui siamo stati vicini di stanza per 3 anni, uomo straordinariamente preparato. E poi Licia Ronzulli e Adriano Galliani e Gabriella Giammanco con cui abbiamo potuto scambiare in più di una occasione pareri, pensieri, opinioni, spesso anche davanti un piatto caldo. E poi Virginia Tiraboschi, Fiammetta Modena, Elena Testor, Alberto Baracchini, Marco Siclari, Maurizio Gasparri, tutti parlamentari di Forza Italia, quella vera e genuina che ho frequentato per 27 anni prima di dire addio. Ma il Senato è stata anche occasione per nuovi incontri con parlamentari di altri partiti. Voglio ricordare la simpatica Simona Pergreffi (Lega, presentatami da Ale Gallone), il Senatore De Bertoldi (FdI)e le nostre battaglie anti-superbollo auto (sempre affossate da PD e 5Stelle), Ignazio La Russa, Matteo Renzi (incontri in bouvette, pacca sulla spalla: “forza Palermo”… perché a Renzi dite quello che volete ma è umanamente simpaticissimo). Non sarei completo e onesto se non ricordassi anche i miei colleghi a cominciare dalla miss più miss di tutte, Eleonora Benfatto, che e‘ stata un po’ come il libro delle istruzioni di un giocattolo nuovo. Sempre precisa, preparata e disponibile. Grazie Ele e Mirko Tondi, giovane, volenteroso, di sicuro avvenire! Menzione d’onore per i miei amici del legislativo: Rita Antonio e Riccardo, quante finanziarie, ddl, odg…na faticaccia, ma l’abbiamo sempre sfangata alla fine. No, non l’ho dimenticato, lo metto alla fine, “dulcis infundo”. Renato Schifani, con lui dal 2008, la persona che più di ogni altra mi ha dato fiducia, l’uomo politico più misurato che io abbia incontrato, mai una sbavatura, mai una incertezza. Ci consultiamo sempre per ogni cosa anche adesso che milito con convinzione e fierezza in Fratelli d’Italia. A lui continuo a dire grazie, grazie per la stima e la fiducia che ha in me e che lui sa essere assolutamente ricambiata.
Di seguito una carrellata di foto, random, di questi splendidi 4 anni e mezzo. Sarò ancora in Senato nella XIX Legislatura? Se qualcuno mi vorrà accetterò, altrimenti metterò tutto nel cassetto delle esperienze più belle.

A Roma, Milano, Torino e Firenze si sono svolte manifestazioni di sostegno a Draghi. Si teme il ricorso alle urne

A Roma, Milano, Torino e Firenze si sono svolte manifestazioni di sostegno a Draghi. Alcune centinaia i partecipanti, tra politici e gente comune. Oltre a esponenti del mondo politico che in un eventuale ricorso alle urne rischierebbero di sparire, sono scesi nelle piazze diversi rappresentanti del mondo del lavoro e delle professioni. Si avverte la sensazione che c’è paura… paura di andare alle urne…. paura di una possibile vittoria di Fratelli d’Italia (oggi primo partito al 23,8%). A forza di governi tecnici e del presidente abbiamo un debito più alto di prima, lo spread a 200, nonostante l’ex governatore del Bce. Sarebbe intollerabile avere il quarto governo di fila caduto dall’alto solo per far continuare stancamente la legislatura. Intanto, la crisi incombe. Per sostituire il gas russo l’Italia fa accordi con gli amici di Putin come la Turchia (che ha aumentato del 62,5% il volume di gas trasportato con il gasdotto Tanap, che si collega poi al Tap in Puglia), Algeria, Egitto, Azerbaijan, Qatar e molti altri. Per la serie: cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia nel contesto geopolitico economico dettato dai flussi finanziari. Per non parlare del “buyback” (cioè il riacquisto di azioni proprie sul mercato) da parte di Eni il cui Cda ha ritenuto di affiancare alla politica sui dividendi un nuovo programma di acquisto di azioni proprie, considerandolo presumibilmente un efficace e flessibile strumento a sostegno della creazione di valore in linea con la prassi internazionale del settore. Tutte operazioni finanziarie che al cittadino comune interessano poco, visto che alla fine è costretto a pagare il prezzo della benzina oltre due euro al litro.