A Roma, Milano, Torino e Firenze si sono svolte manifestazioni di sostegno a Draghi. Si teme il ricorso alle urne

A Roma, Milano, Torino e Firenze si sono svolte manifestazioni di sostegno a Draghi. Alcune centinaia i partecipanti, tra politici e gente comune. Oltre a esponenti del mondo politico che in un eventuale ricorso alle urne rischierebbero di sparire, sono scesi nelle piazze diversi rappresentanti del mondo del lavoro e delle professioni. Si avverte la sensazione che c’è paura… paura di andare alle urne…. paura di una possibile vittoria di Fratelli d’Italia (oggi primo partito al 23,8%). A forza di governi tecnici e del presidente abbiamo un debito più alto di prima, lo spread a 200, nonostante l’ex governatore del Bce. Sarebbe intollerabile avere il quarto governo di fila caduto dall’alto solo per far continuare stancamente la legislatura. Intanto, la crisi incombe. Per sostituire il gas russo l’Italia fa accordi con gli amici di Putin come la Turchia (che ha aumentato del 62,5% il volume di gas trasportato con il gasdotto Tanap, che si collega poi al Tap in Puglia), Algeria, Egitto, Azerbaijan, Qatar e molti altri. Per la serie: cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia nel contesto geopolitico economico dettato dai flussi finanziari. Per non parlare del “buyback” (cioè il riacquisto di azioni proprie sul mercato) da parte di Eni il cui Cda ha ritenuto di affiancare alla politica sui dividendi un nuovo programma di acquisto di azioni proprie, considerandolo presumibilmente un efficace e flessibile strumento a sostegno della creazione di valore in linea con la prassi internazionale del settore. Tutte operazioni finanziarie che al cittadino comune interessano poco, visto che alla fine è costretto a pagare il prezzo della benzina oltre due euro al litro.