Riforma della legge elettorale: il sistema proporzionale sancirebbe la fine del centrodestra

L’agognata riforma della legge elettorale si ripropone puntualmente, ormai da decenni, ogni fine legislatura. Tutti i partiti sulla carta la vorrebbero, ma ognuno propone una ricetta diversa. Sembra risorgere la voglia di tornare al proporzionale in una fase in cui monta la tensione interna alla maggioranza e le coalizioni appaiono sempre più in fibrillazione. E’ di dominio pubblico che i centristi spingono verso questa direzione. Sia il segretario del Pd che il leader del M5s sembrano orientati a una legge diversa dall’attuale. Una proposta che potrebbe convincere anche renziani e calendiani. Per la riforma però servono i voti di almeno un pezzo della Lega e di Forza Italia: significherebbe spaccare il centrodestra visto che Fratelli d’Italia con la leader Giorgia Meloni, sempre in continua ascesa nei sondaggi, non intende modificare la legge elettorale a pochi mesi dalla fine della legislatura.
Il segretario del Pd Enrico Letta è sempre sembrato un sostenitore del maggioritario, tanto che nei mesi scorsi si era addirittura parlato di un asse con Giorgia Meloni. Adesso, però, alla fine della legislatura inizia a mancare meno di un anno. E l’inquilino del Nazareno è ritornato sull’argomento legge elettorale, partendo da uno dei suoi cavalli di battaglia, ovvero il ritorno delle preferenze. Il proporzionale vuol dire essenzialmente mandare alla deriva il centrodestra. Ma d’altra parte le ultime amministrative hanno evidenziato a Salvini come forse il centrodestra unito potrebbe davvero vincere le elezioni. Poi però il ruolo di leader della coalizione toccherebbe a Giorgia Meloni.