8 marzo, Pivetti: “Le donne sono l’asse portante della nostra società”

Oggi, 8 marzo, è la Festa della Donna, una giornata che si carica di ulteriori significati anche in virtù del contesto internazionale. Nell’ultimo anno abbiamo assistito a un significativo passo indietro nella lotta globale per i diritti delle donne. Secondo il Global Gender Gap Report 2021 del World Economic Forum, il tempo necessario per colmare il divario di genere globale è aumentato di una generazione, da 99,5 a 135,6 anni. Basti pensare, ad esempio, alla rinascita dei talebani che ha cambiato la vita di milioni di donne afghane (alle ragazze è stato vietato di ricevere l’istruzione secondaria, il ministero per gli affari delle donne nel paese è stato sciolto e molte donne sono state invitate a non tornare al lavoro). Per non parlare della pandemia di coronavirus che continua ad avere ripercussioni anche sui diritti delle donne.

Uno studio del 2021 condotto da UN Women basato su 13 paesi ha mostrato che quasi una donna su due (45%) ha riferito di aver subito una forma di violenza durante la pandemia di Covid-19, o una donna che conosce. Ciò include l’abuso non fisico, con l’abuso verbale e la negazione delle risorse di base che sono i più comunemente segnalati. Oggi il Viminale ha diffuso i dati aggiornati sui femminicidi nel 2021: sono state 119 le donne uccise l’anno scorso, due vittime in più rispetto all’anno precedente. In un Paese civile come il nostro, non dovremmo leggere questi dati che vanno azzerati. Negli ultimi anni, tuttavia, non sono mancati progressi soprattutto nella leadership femminile.

Penso a paesi come Estonia, Svezia, Samoa e Tunisia che hanno ottenuto per la prima volta nella storia le donne primo ministro. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che è presidente dei conservatori europei. Ursula von der Leyen Presidente della Commissione europea. Lo scorso anno la Tanzania ha giurato per la sua prima presidente donna, Samia Suluhu Hassan. Nel gennaio 2022, Xiomara Castro ha prestato giuramento come prima presidente donna dell’Honduras.

In prospettiva futura questo fa ben sperare per la parità di genere puntando alla parità tra tutte le donne e le ragazze nei diritti e nell’accesso alle risorse economiche, naturali e tecnologiche, nonché alla piena ed efficace partecipazione delle donne e alla pari opportunità di leadership a tutti i livelli decisionali politici ed economici. L’atteggiamento verso l’uguaglianza sta evolvendo, ma nemmeno la generazione più giovane attuale è immune dagli stereotipi e dalle disparità di genere. Oggi permangono disuguaglianze tra donne e uomini, in particolare nel mercato del lavoro. Come ha detto Rita Levi-Montalcini “le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società”.