Crisi energetica, Pivetti: “In Sicilia si raffina e si estrae petrolio. E’ giunta l’ora di defiscalizzare il prezzo della benzina”

Leggo in questi giorni numerose polemiche sui costi sempre più insostenibili che cittadini e imprese di Sicilia sono costretti a sopportare. Preliminarmente va dato atto al Governo Musumeci ed all’Assessore Armao di avere condotto una guerra per il riconoscimento della insularità della Sicilia e quindi del disagio economico derivato dalla geografica ubicazione della Regione.

Ma accanto a questo occorre rilevare che i costi dei carburanti per autotrazione e riscaldamento oggi impegnano una grandissima parte di risorse economiche dei cittadini siciliani. Se aumentano la benzina o il gasolio aumentano i costi dei trasporti, dunque i biglietti aerei, navali dei pullman, degli autobus e di tutto il TPL. Ma aumentano anche i costi delle famiglie che con il proprio mezzo si recano sul posto di lavoro, accompagnano i figli a scuola, danno assistenza agli anziani o più semplicemente hanno necessità di recarsi da A a B. Tutto questo è inaccettabile qui in Sicilia.

La Regione raffina il 40% quasi di tutto il petrolio nazionale ed estrae il 18% del petrolio italiano. La parte del leone lo fa la Regione Basilicata. Allora perché noi siamo costretti a pagare un salasso i nostri carburanti? Questa materia è sempre stata spinosa, “l’oro del sud” non è solo il turismo e non è solo la cultura, l’oro del sud è anche il tanto petrolio che abbiamo e che possiamo raffinare.

Ma in questo i governi non ci aiutano. Nel 2019, ammonisce l’Unione Petrolifera, a causa del decreto semplificazioni (governo Conte) le compagnie petrolifere hanno restituito allo Stato 2000 km quadrati di aree in concessione, l’Eni ha rinunciato a un’istanza non ancora approvata per lo sviluppo di un giacimento al largo della Sicilia.

Serve un netto cambio di passo, serve prendere coscienza delle infinite possibilità che il territorio siciliano ci offre, serve avere il coraggio di trattare la crisi energetica per quella che è: una immensa bolla speculativa che non ha alcuna ragion d’esistere attese le risorse che il territorio ci offre. I siciliani hanno il diritto di usufruire delle proprie risorse pagandole il giusto. Fare da operai per le vigne altrui non è esercizio proficuo. Secondo la mia opinione, per rilanciare l’economia dell’Isola a 360 gradi, sarebbe auspicabile la defiscalizzazione del prezzo della benzina e dei suoi derivati.