Pivetti: “In vista dei prossimi appuntamenti elettorali le forze politiche sono chiamate ad una prova di maturità”

Inizia un periodo che potremmo definire cruciale per lo sviluppo della nostra Terra. Si avvicinano a grandi passi le elezioni a qualsiasi livello.

A giugno, si voterà per il rinnovo della Amministrazione comunale, a novembre per quella regionale ed a marzo del 2023 finalmente per il rinnovo del Parlamento nazionale. Siamo indubbiamente ad un bivio. I cittadini-elettori, avranno il compito di stabilire da chi essere governati.

Le forze politiche sono chiamate ad una prova di maturità. Ma vedo degli isterismi poco gestibili. E, d’altro canto, è sotto gli occhi di tutti che in questa fase nulla è rimasto cosi come si è partiti. Andiamo per gradi. Al Comune di Palermo, Orlando si impose con una maggioranza di sinistra mandando alla opposizione Forza Italia, Movimento 5 Stelle e alcune civiche. E invece è chiaro che una vera opposizione Orlando in questi 5 anni non l’abbia mai avuta. Prova ne è l’approvazione dell’ultimo provvedimento economico-finanziario che è stato approvato con la collusione di chi, facendo finta opposizione, è rimasto in Aula consentendo il raggiungimento del numero legale, ma l’elenco di strane commistioni sarebbe molto più lungo.

Andiamo alla Regione. Cavalcata trionfale del centrodestra nel novembre del 2017. Vince il Presidente Musumeci, vincono i partiti di governo: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, UDC. Tutti felici e contenti fin quando a qualcuno all’interno della maggioranza cominciano a prudere le mani e più spesso la lingua. Oggi questa corazzata apparentemente indistruttibile è messa in discussione dagli appetiti di chi non si accontenta più di gestire grande parte della Regione. Ora, ragazzo mio, sei al governo della Regione, sei al governo del Paese, fai finta opposizione al Comune, ma di che ti lamenti? Se vuoi incidere realmente sulla Cosa pubblica ne hai la possibilità, altrimenti è solo isterismo. Speriamo che il quadro si ricomponga tanto a destra quanto a sinistra perché gli elettori hanno necessità di chiarezza.

Roma. A Roma tranne che per Fratelli d’Italia vige un’orgia politica ai piedi di Mario Draghi. Certamente una punta di diamante dello scacchiere e certamente un uomo solo al comando. Ai suoi piedi dai comunisti di LeU alla Lega, dal Movimento 5 Stelle (o ai due Movimenti da 2 stelle e mezza ciascuno, fate voi) a Forza Italia e Italia Viva, dall’UDC al PD tutti corrono e si affaccendano senza capirne granché come quando si pesta un formicaio. Inciampati sul Green Pass, inesistenti sulla crisi Ucraina, inebetiti dinanzi il caro energia, bisogna solo aspettare che termini il countdown e si vada al voto. Il quadro generale dunque è abbastanza confuso incerto e desolante. Occorrono energia nuova, idee chiare e percorsi prestabiliti, perché è in arrivo l’ostacolo più grande e insidioso: la gestione del PNRR.