Pubblicato in Interviste
19/05 2014

Mi dimetto dal Cerisdi. Ecco perché…

utveggioDi seguito l’intervista che ho rilasciato il 16 maggio scorso a CronoPolitica.it. Argomento: le mie dimissioni dal Cerisdi.

«Non mi piace riscaldare le poltrone». Così l’avvocato Michele Pivetti - nella foto – ha motivato la sua scelta di dimettersi dal Consiglio di Amministrazione del Cerisdi, ente di formazione siciliano, costituito nel 1988, con sede presso il Castello Utveggio, a Palermo, comunicandola aCronoPolitica.it.

E Pivetti – che è anche esponente siciliano del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, legato alla senatrice Simona Vicari – ha anche un colpevole da imputare per la sua scelta: «Il governo di Rosario Crocetta ha scientificamente deciso di debellare il Cerisdi. Sin dal suo insediamento, il presidente ha tenuto un atteggiamento che definirei quanto meno ostile nei confronti del Centro. Ricordo che non volle mai ricevere l’ex presidente Adelfio Elio Cardinale, che gridò “alleluja” quando questo si dimise – avvenuto alla fine di agosto del 2013, n.d.r. – che l’anno scorso tagliò i fondi a noi destinati e solo un intervento bipartisan dell’Aula salvò almeno 400mila euro. Quest’anno, però, il capitolo risulta soppresso. E l’anno prossimo per far funzionare il Centro ci vorrà ben più di un milione di euro».

«Il disimpegno della Regione Siciliana – ha aggiunto Pivetti –  è un pessimo segnale per i soci privati. In questo modo molti giovani perderanno un punto di riferimento essenziale nel campo della ricerca e della formazione. Ciò che di buono la Sicilia produce, il governo regionale distrugge. Invito il presidente Crocetta a farsi dare l’elenco di tutte le attività poste in essere fino ad ora dal Centro».

Com’è stato accolto il suo gesto dagli addetti ai lavori?

«Ho avuto numerose attestazioni di stima sia dal Consiglio che da molti dipendenti. Voglio ringraziarli, soprattutto coloro i quali continuano a credere nel progetto Cerisdi. C’è materiale umano altamente qualificato al Centro e questo non può essere sottovalutato. Una volta dimesso, il presidente Crocetta è obbligato a nominare un consigliere e il presidente per ripristinare la liceità del CDA. Ho posto sul tavolo del presidente la questione. Per i dipendenti è già qualcosa. Se Crocetta nomina un presidente gli deve dare i soldi (per il Cerisdi), altrimenti è come se nominasse un commissario liquidatore».

E la politica?

«Ringrazio gli onorevoli Cascio e Vinciullo del Nuovo Centrodestra che mi hanno sempre tenuto costantemente informato passo passo su quanto stava accadendo in commissione bilancio e all’Ars. So che anche l’onorevole Savona ci è stato vicino anche se non ho mai parlato personalmente con lui».

Ha concordato con qualcuno le sue dimissioni?

«No, sono un uomo libero che risponde alla sua coscienza. Ma visto che lei mi ha praticamente chiesto se ho concordato con i miei riferimenti politici, le dico che ho informato la Senatrice Simona Vicari solo dopo avere preso la mia decisione. Le frequenze sulle quali discutiamo con la senatrice sono quelle della serietà, dell’onestà, e dell’amore per la Sicilia. Sapevo che in lei avrei avuto un supporto ed un conforto importanti. Anche il Formez, che ho rappresentato in consiglio, ha avallato la mia decisione».

Tornando al Cerisdi, di recente ha deciso di aprire le porte ai turisti e ai palermitani…

«La riscossa del Centro parte anche da questo. Di certo non basta ma è giusto che bambini e turisti vedano quanto sia bella la nostra città. Con la vicepresidenza Torcivia siamo usciti dall’immobilismo della vecchia gestione, ma purtroppo anche a causa dei motivi che le ribadivo poc’anzi, la progettualità di alto livello latita e questo non è un bene per il Centro».

E come vede il futuro dell’Ente?

«Strettamente legato a Rosario Crocetta. Fin quando manterrà questa linea di condotta il Centro non potrà che trarne le conclusioni, se ci sarà una inversione di tendenza a 180 gradi allora il futuro sarà meno cupo. Tuttavia non posso non domandarmi il perché di questo atteggiamento del presidente… ho le mie risposte, ma spero di sbagliarmi».

Vorremmo saperle…

«No, preferisco di no».

Nonostante quanto raccontato, come reputa la sua esperienza al Cerisdi?

«Abbiamo fatto moltissime cose buone: dal master in energia, alla formazione sanitaria (grazie al contributo fondamentale del Prof. Albiero), a quella dei pubblici dipendenti per la “Legge Brunetta” e molto altro. Poi è arrivato Crocetta con il suo governo e ci ha tagliato le gambe. A torto o a ragione, questo è il risultato».

- Infine, chiudiamo con la sua scelta: le dimissioni. Non è che lo facciano tanti in Italia e in Sicilia in particolare.

«Questione di serietà e se mi consente di stile. Respiro la stessa aria di chi ricopre incarichi istituzionali ben più rilevanti di quello ricoperto da me, il comandamento è uno solo:operare per il bene della Sicilia e ricordarsi che nulla è per sempre. Ho fatto il mio dovere fino in fondo rispettando l’istituzione Cerisdi».

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