Pubblicato in Politica
5/04 2014

Ecco il Senato che vorrei

senatoAssisto in questi giorni ad un gran parlare di riforme epocali. A mio sommesso avviso, però, le riforme non devono essere epocali, bensì sagge e utili.

Prendiamo ad esempio il Senato.

Sta prendendo forma un Senato che assomiglia sempre più ad un dopo lavoro ferroviario più che ad una Camera Alta così come esiste in altre Nazioni del mondo.

Il Senato italiano, ammesso che abbia necessità di una riforma, dovrebbe essere riformato così come segue:

  • 315 senatori sono più che sufficienti ma non meno di 280/300 per assicurare un’adeguata rappresentanza a tutto il territorio nazionale. In Italia siamo in 60milioni, più o meno, quindi ci sarebbe una media di un senatore ogni 20mila abitanti.
  • Modificare l’ambito legislativo: il Senato dovrebbe legiferare su Difesa, Esteri, modifiche Costituzionali, ratifica di trattati internazionali. Tutte quelle materie, cioè, che pretendono preparazione e non populismo.
  • Requisiti per accedere alla Camera Alta: età minima 40 anni, Laurea magistrale e un reddito di almeno 75.000€/anno in modo che si possa drasticamente ridurre lo stipendio del parlamentare. Per inciso, io sto vicino alla politica da tanti anni e so che ogni parlamentare ha dei costi fissi che servono al funzionamento della “sua macchina politica” e che non sono derogabili, per cui non abbasserei di un centesimo il loro appannaggio. Prevederei, forse, una sorta di premio di rendimento, ossia una valutazione sulla produzione parlamentare da cui far scaturire un riconoscimento economico.

Con queste piccole ma sostanziali regole, il Senato sarebbe una Camera di qualità, meno appetibile per i boss della politica e per i populisti alla Grillo.

La mia è forse una utopia, ma siamo sicuri che non possa essere una soluzione?

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