Pubblicato in Politica
28/03 2014

Con Marine Le Pen la vittoria dell’orgoglio nazionale

marineVive la France. Vive Marine Le Pen.

Sì, proprio così. Perché il successo alle amministrative d’oltralpe della leader del Front National ha un significato che va al di là dei confini francesi, perché dimostra come sia sempre più crescente l’emozione negativa degli europei nei confronti dell’Unione Europea. Può sembrare un paradosso ma non lo è.

Perché quest’Europa non è quella immaginata da chi avrebbe voluto creare gli Stati Uniti d’Europa quando gli venne in mente di provare a unificare le Nazioni del Vecchio Continente ma un surrogato che ha portato più benefici alle banche che ai cittadini, perché più prendono le prime, meno hanno i secondi.

Soprattutto a causa di quel nefando strumento che è l’euro, una moneta che ha davvero unito gli europei ma sotto l’egida della crisi. E bene ha fatto, ad esempio, la Gran Bretagna, fiera di essere europea ma gelosa della propria sterlina.

Tutto questo non è populismo ma voglia e necessità di avere punti fermi perché è sbagliato unire a discapito dell’identità nazionale, perché si può essere italiani e europei, così come i texani sono anche statunitensi. Ma non a queste condizioni, dove gli unici ad essere avvinghiati gli uni con gli altri sono gli interessi finanziari.

Da qui la vittoria di Marine Le Pen che è soprattutto il successo del vecchio sentimento nazionalistico francese, un ritorno al passato che sa di progresso.

E con lei ha vinto la destra, portando con sé un vento fresco, potente, identificabile che scalda il cuore.

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