Pubblicato in Politica
20/02 2014

Lettera a Silvio Berlusconi

ITALY POLITICS GOVERNMENTCaro Presidente,
chi le scrive è un militante, uno che ha tifato per lei dal 1994.

Ho avuto modo di incontrarla riservatamente due volte, una a Roma presso la nostra sede dei Circoli del Buongoverno dei quali ero esponente ed una a Montecatini poco dopo il suo intervento alla nostra convention. Fu per me una splendida esperienza perché ricordo il suo tratto umano, gentile, simpatico, duro e carismatico.

Premesso questo, oggi mi sento di doverle scrivere queste poche righe perché lei, signor Presidente, mi ha insultato. Mi ha definito “utile idiota”.

Ha definito così quei parlamentari che rappresentano elettori come me che credono nella esperienza di NCD. Se lei definisce “utile idiota” Angelino Alfano o Renato Schifani o Maurizio Lupi o Beatrice Lorenzin o l’ultimo dei consiglieri di circoscrizione, lei definisce “utile idiota” chi ha creduto in quelle persone manifestandolo col proprio voto.

E io, caro presidente, non mi sento per niente idiota. Mi sento utile, molto utile, ma non idiota.

Forse mi sono sentito idiota, lo confesso, quando pur di difendere lei con amici e conoscenti, dal vivo o sui social network o in trasmissioni televisive, ho dovuto mettere la mia faccia davanti le sue scorribande tra “lettoni di Putin”, “nipoti di Mubarak”, “olgettine”, “casi Mills”, “compravendita di senatori”, “rapporti veri o presunti con la Mafia” e via discorrendo attraversando quasi tutti e 700 gli articoli del codice penale.

Lì, forse, mi sono sentito un idiota. Ho combattuto contro tutti i miei principi di etica e morale pur di difenderla. E a ben vedere, dunque, ho avuto anche la mia utilità, cosi come ce l’hanno avuta i milioni di italiani che come me non hanno anteposto la logica della morale alla voglia di difenderla dagli attacchi che quotidianamente riceveva.

Le domando Presidente: in quelle circostanze non eravamo utili idioti? In quelle circostanze eravamo l’esercito di Silvio? Eravamo una buona avanguardia nella lotta di tutti i giorni contro la gioiosa macchina da guerra comunista? Noi siamo sempre gli stessi presidente, noi non abbiamo cambiato forma alle nostre idee.

Allora le chiedo, abbia un sussulto, si ricordi di chi è stato, si riappropri della sua grandezza e ci spiazzi tutti, ci chieda scusa. Chieda scusa a tutti quei cittadini a cui lei ha rivolto il più becero degli insulti. Padri e madri, giovani ragazze e ragazzi che le hanno mostrato fedeltà incrollabile anche quando lei ci ha chiesto di sostenere un Governo col PD. Noi quelle scuse le accetteremmo senza alcun problema e senza alcun rancore.

Ha davanti a se un bivio: chiedere scusa o continuare a fare il ventriloquo di uomini “più al mal che al ben ad usi”.

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COMMENTI

  1. 14/09 2015

    Included some more links.Of course they are not major innciedts but somehow add another episode to a already (too) long list of jokes and other inappropriate statements. Diplomacy is often symbolic and reputation is important. And Italy does not seem to score well in both of them which of course poses a question whether one of the major European countries should not be represented differently