Pubblicato in Economia
3/01 2014

Ora Fiat dimostri gratitudine all’Italia

FiatFiat acquisisce Chrysler. Per molti è già la notizia economica dell’anno, anche se il 2014 è cominciato da appena tre giorni. Le azioni del Lingotto in Borsa ne stanno (naturalmente) risentendo in modo positivo. Tutti felici e contenti? Sì e no.

Io non dimentico, infatti, che la Fiat – che all’Italia deve il suo successo – ha di recente preferito l’Estero all’Italia, soprattutto i Paesi in cui la manodopera costa meno, come la Polonia (dove, però, stanno tagliando posti di lavoro). E non dimentico la decisione di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, in provincia di Palermo, dove lavoravano 1400 operai, per cui la Fiat rappresentava una ragione di vita, e che ancora oggi attendono di essere “riconvertiti”.

Guardando, però, al presente, la Fiat – nonostante abbia la “i” di Italia nel nome – potrebbe portare la sua sede al di là dell’Oceano Atlantico, perché conviene agli azionisti. Infatti, le banche di tutto il pianeta concedono crediti a tassi più favorevoli a una società statunitense rispetto a una italica. E, poi, Wall Street non è Milano.

E questo dovrebbe/potrebbe garantire agli operai italiani di continuare a lavorare nelle fabbriche e non solo per produrre vetture per il mercato europeo (sempre più in crisi) ma anche e soprattutto per tutti gli altri.

Insomma, grazie all’acquisizione della Chrysler, la Fiat ha la liquidità per fare fuoriuscire dalla crisi il proprio comparto in Italia.

Ed è proprio ora, quindi, che il Lingotto deve ripagare quanto la Nazione ha fatto per essa, facendo respirare tutto l’indotto.

Staremo a vedere…

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