Pubblicato in Politica
27/12 2013

Nel 2014 con il Nuovo Centrodestra il risveglio dei moderati

Nuovo CentroDestraL’anno si chiude con la nascita del Nuovo Centrodestra, dopo una separazione dolorosa ma necessaria, perché il Popolo delle Libertà ha smarrito, strada facendo, il vero obiettivo per cui era stato fondato, ovvero puntare ad “un’Italia moderna, libera, giusta e prospera“, come spesso si è detto.

Visto, però, che dobbiamo guardare al futuro, anziché voltarci al passato, sono certo che il 2014 sarà l’anno della svolta per chi crede che una Nazione più forte sia possibile e per chi, al contempo, pensa che Matteo Renzi non sia il nuovo bensì una “minestra riscaldata” che sa più di populismo che di concretezza.

Sì, è vero: il Nuovo Centrodestra governa con il Partito Democratico. Ma ciò sta avvenendo perché è lo Stato che lo richiede, come uno sciroppo amaro di cui, però, non si può fare a meno se si vuole guarire. È altrettanto vero, però, che il 2014 deve essere l’anno di una legge elettorale che possa contribuire a dare all’Italia un governo forte nei numeri e capace così di riformare il Paese, anche se – come scritto qui e a differenza di molti – del “porcellum” non bisogna buttare tutto.

Da quest’alleanza di governo, però, emerge un’importante qualità del Nuovo Centrodestra: sono stati superati gli steccati ideologici. Perché la politica italiana non può più essere soggetta alle lotte tra nemici ma ai dialoghi tra gli avversari, pur rispettando ognuno il proprio modo di vedere il mondo. Basta con il berlusconismo e soprattutto con l’antiberlusconismo. È giunto il momento di pensare finalmente all’Italia, più frammentata di quello che si pensa, sfiduciata nei confronti della politica ma consapevole dell’importanza dell’esperienza e della pragmatismo nella gestione della cosa pubblica. Perché è facile “sputare veleno” ma governare è tutt’altra cosa.

Nel 2014, inoltre, occorre fare di tutto per rilanciare l’economia della Nazione. Moti come quelli dei “Forconi“, seppur disorganizzati e pieni di difetti, dimostrano, però, che gli italiani sono stanchi di essere presi per i fondelli e di sentirsi dire che la crisi sia vicina al termine. E, in primis, è necessario mettere i puntini sulle i con l’Unione Europea, perché l’Italia non può essere considerato un “granaio” della Merkel.

Il 2014, dunque, sancirà l’avvio di un nuovo percorso politico con personalità competenti come i senatori Renato Schifani e Simona Vicari che, da siciliani, si rimboccheranno le maniche per tutelare gli interessi dell’Isola e, da italiani, si daranno da fare per uno scopo comune: risvegliare lo spirito guerriero dei moderati.

Buon Anno a tutti.

 

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