Pubblicato in Politica
22/11 2013

La Cancellieri, il caso Ligresti e l’ipocrisia imperante

CancellieriM’intrometto sulla discussione attorno al Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, e al cosiddetto caso Ligresti perché avverto la necessità di dire la mia, in maniera sintetica e diretta.

Innanzitutto, è assurdo che in Italia un Ministro della Repubblica Italiana sia intercettato, com’è avvenuto nel caso della Cancellieri. E questo vale, sia chiaro, per tutti coloro che ricoprono cariche pubbliche rilevanti, soprattutto quando l’intercettazione viene praticata da sé, senza che l’intercettato sia sospettato di avere commesso chissà quale reato.

Figuriamoci, poi, l’abominevole azione delle pubblicazioni delle intercettazioni, gettate alla mercé dei lettori, senza una doverosa contestualizzazione, con l’unico scopo di creare un danno (spesso e volentieri politico) all’intercettato.

Poi, non sopporto l’ipocrisia imperante. Il Ministro ha fatto ciò che noi tutti, al suo posto, avremmo fatto. Un amico chiama per verificare le condizioni di salute di un proprio familiare rinchiuso in un carcere. Voi non avreste chiesto notizie?

Senza dimenticare tra l’altro che, senza la firma di un magistrato – per dirla banalmente – nessun detenuto può essere scarcerato, finanche la richiesta provenga dal Capo dello Stato.

Ma cosa c’è di male nel verificare le condizioni di salute di un detenuto? Soprattuto nei casi in cui – perché la Cancellieri di certo non è una donna con il cuore di pietra – ci sia una richiesta che proviene da un conoscente? E poi, chi ci dice che la Cancellieri non abbia fatto lo stesso con altri detenuti, al di là dei propri rapporti con gli stessi o con i familiari? Lo avremmo mai saputo se la persona in questione non fosse stata la Ligresti?

Altra cosa. Dopo il voto di fiducia alla Camera, se fossi stato nella Cancellieri, mi sarei dimesso dal mio incarico così da uscirne a testa alta e, di riflesso, per permettere al governo di lavorare serenamente, evitando di essere oggetto di attenzioni ipocrite, come avvenne con Josefa Idem, e non prestando il fianco a quella parte del PD che, proprio in relazione alla vicenda Ligresti, vorrebbe la testa di Letta.

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