Pubblicato in Politica
13/11 2013

Orlando il sindaco non lo sa fare più

Leoluca OrlandoÈ trascorso un anno e mezzo da quando Leoluca Orlando è stato rieletto a capo dell’amministrazione di Palermo con lo slogan “Lui il sindaco lo sa fare“, promettendo di rivoluzionare la città.

E, com’era facilmente prevedibile, dopo sedici mesi nulla di significativo è cambiato. La città è sempre la stessa, con i suoi tanti e variegati problemi, in fondo a tutte le classifiche positive e in cima a quelle negative.

Due esempi: i palermitani sono i più infelici del Vecchio Continente (rapporto della Commissione Europea); Palermo è la città con più traffico in Italia (indagine di TomTom).

Leoluca Orlando, però, è furbo. E cerca di spostare l’attenzione degli abitanti del capoluogo siciliano dai problemi strutturali e organizzativi alle manifestazioni culturali, ripercorrendo il principio del “panem et circenses“, arricchendolo di presenzialismo.

Sì, perché si è passati dal “non c’è mai” di Diego Cammarata al “c’è sempre” di Leoluca Orlando. E soprattutto il sindaco fa di tutto per farsi notare. È accaduto, per dirne una, sabato scorso, prima di uno spettacolo al Teatro Massimo. Nel bel mezzo di una piazza Verdi piena di giovani, come accade ogni fine settimana, ecco sfrecciare l’auto della scorta di Orlando e, nel giro di pochi secondi, il sindaco esce dall’auto con fare “imperiale”, salendo le scale principali con celerità mista ad orgoglio, mentre il mezzo “sgomma” e posteggia.

E la domanda è sorta spontanea un po’ a tutti i presenti: anziché fare il “gran ingresso” al Teatro, perché non ha preferito entrare lateralmente, anche per ragioni di sicurezza? La risposta è ovvia: fame di protagonismo. Come Luigi XIV quando diceva: «Lo Stato sono io».

Nel frattempo, però, la città è un colabrodo e comincia persino ad essere “metereopatica”. Ogni qual volta sta per piovere, ecco che il Comune si affretta ad avvertire la popolazione. Come se fossimo soggetti ai monsoni. Tutto questo perché abbiamo la rete fognaria peggiore del mondo occidentale, per non parlare delle pericolosissime buche stradali: sfido io chiunque di voi a scovare una strada liscia.

E i problemi naturalmente non finiscono qui, ormai così radicati nella coscienza cittadina che ci siamo assuefatti. Turandoci il naso, come nel caso dei rifiuti. Sbattendo la testa sul volante, quando ci troviamo di fronte all’ennesima protesta degli operai della Gesip, dei senza casa, degli studenti…

Eppure, se chiedete a Orlando, quest’amministrazione comunale si sta contraddicendo per il “fare”. Anzi, per il “stiamo tentando di fare, perché chi ci ha preceduto non è stato all’altezza”. Sì, può darsi. Ma sono già passati sedici mesi dalla fine del doppio mandato di Cammarata e sarebbe ora di piantarla con il “giustificazionismo”.

Anche perché, se proprio vogliamo dirla tutta, Orlando è stato già sindaco dal 1985 al 1990 e dal 1993 al 2000. Totale: 12 anni.

Quindi, ogni qual volta attacca il passato, dovrebbe prendersela anche con se stesso…

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