Pubblicato in Politica
2/11 2013

Berlusconi, perseguitato da vent’anni ma non molla

Silvio BerlusconiLa pagina su Wikipedia dedicata ai procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi è lunga quanto un lenzuolo. E, eccezion fatta per l’ormai celebre e assai discutibile sentenza della Corte di Cassazione sulla frode fiscale, i risultati, a favore del leader del centrodestra italiano, sono stati: prescrizione, il fatto non costituisce più reato, insussistenza del fatto, archiviazione e amnistia.

È impressionante, inoltre, il numero dei processi a carico di Berlusconi dall’anno in cui ha deciso di “scendere in campo” (1994) ad oggi: trentatré. Per cui la domanda che sorge spontanea è la seguente: Perché non prima? 

E la risposte dovrebbero/potrebbero essere banali:

  • Forse perché il Cavaliere è diventato il politico più influente del Paese?
  • Forse perché ha “disturbato” gli interessi dei dinosauri della politica?
  • Forse perché ha impedito alla sinistra di fare il bello e il cattivo tempo, come si attendevano dopo lo sconquasso causato da “Mani Pulite”?
  • Forse perché ha sia l’onere che l’onore di essere tra gli imprenditori più ricchi del pianeta grazie a profitti generati da attività che hanno rivoluzionato questo Paese, come l’avvento della televisione commerciale nazionale?

Eccetera, eccetera. Sì, perché potrei continuare quasi all’infinito a inserire nuove voci a quest’elenco di interrogative retoriche.

E, gira e rigira, c’è chi sta raggiungendo l’obiettivo: sradicare dal terreno politico italiano le radici piantate da Berlusconi e da chi l’ha seguito nell’ultimo ventennio. Ma non utilizzando lo strumento re della politica, ovvero il voto – perché la storia racconta del fallimento della sinistra antiberlusconiana; ma l’arma inappellabile del potere giudiziario.

Berlusconi, però, non molla. Perché, per coordinare l’attività politica di un partito fortissimo com’è quello di Forza Italia, potendo contare su milioni di consensi sparsi qua e là, è necessario che Silvio sia semplicemente se stesso ed il luogo dove continuerà ad esserlo sarà quello in cui ha vinto tutte le sue battaglie: la piazza.

Soprattutto in forza del principio, come disse François de La Rochefoucauld, che “il male che facciamo non ci attira tante persecuzioni e tanto odio quanto le nostre buone qualità“.

Per ottenere il successo di sempre, però, è opportuno che il centrodestra non si lasci andare a idee indipendentiste, perché con la frammentazione è ovvio che si farebbe il gioco degli avversari, che non attendono altro di godere della separazione di ciò che, unito, gli sta rendendo la vita complicatissima e le notti insonni.

Berlusconi, infatti, è l’unico esistente fulcro dinamico – con una straordinaria forza centripeta – che ha la reale capacità di togliere dall’imbarazzo il nostro Paese, desideroso di tornare a contare qualcosa con gli altri e di essere la fabbrica della crescita, piuttosto che un contenitore disilluso di speranze.

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COMMENTI

  1. P.
    3/11 2013

    B. è perseguitato da 20 anni. ciò significa che 20 anni fa aveva già la magistratura alle calcagna x reati e truffe varie. ed infatti si è protetto entrando in politica. il seguito è storia. basta vittimismi!!!