Pubblicato in Politica
24/10 2013

La solita inutile “Legge di Stabilità”

Legge di StabilitàRieccoci a parlare di “legge di stabilità“. Un must di ogni governo con il fine dichiarato di dare una boccata d’ossigeno alle casse dello Stato (ma non si capisce, però, se un giorno potranno respirare autonomamente, senza dovere “confiscare” l’aria dei cittadini).

Dando una breve occhiata alle norme che sono oggetto di studio in Parlamento, ci si accorge che a pagare le conseguenze, come sempre, sono gli italiani che hanno avuto l’illusione di potersi permettere di costruire una vita agevole con il risparmio e/o con il duro lavoro.

Innanzitutto, si pensa di bloccare gli aumenti degli statali e di allungare i tempi per il pagamento delle buonuscite agli statali che vanno in pensione.

Poi, se un professionista vanta un credito fiscale con lo Stato, per pretenderlo dovrà richiedere un “visto di conformità“. In pratica, lo Stato/debitore aggiunge un altro tassello burocratico per tardare la restituzione di quanto deve. E ancora: bollo telematico da 16 euro da acquistare per le comunicazioni tra amministrazioni e tra amministrazioni e cittadini. Lo Stato, quindi, prende. Ma, a onor del vero, punta anche a dare: ogni lavoratore avrà 15 euro in più in busta paga. Tanti quanti servono per acquistare due biglietti per il cinema.

Insomma, un’altra inutile legge di stabilità che punta – come di consueto – a gravare sulle tasche dei contribuenti, elementi passivi delle decisioni governative.

Eppure, non è così complicato trovare le soluzioni per davvero mettere in sesto la nostra Nazionale, basate sul principio che solo attraverso la spesa, senza pretendere alcunché dei cittadini, si possa riprendere la corsa verso la crescita economica.

Esempi:

  • Abbattere di 30 – 50 centesimi il valore delle accise sui carburanti.
  • Defiscalizzare per 15 anni le assunzioni degli over 40 e per 20 quelle degli under 40.
  • Salvaguardare il Made in Italy, imponendo dazi a chi, straniero, esporta nel nostro Paese.
  • Istituzione delle “stazioni franche”: chi trasporta su gomma non dovrebbe pagare oneri e tasse di trasporto.
  • Informatizzazione della burocrazia: basta con lo spreco di cancelleria.
  • Tassa sugli alcolici oltre i 16° non italiani.
  • Aumentare di un euro il costo delle sigarette.

Ma lo Stato, si sa, anziché gravare sulle lobby e rendere il mercato del lavoro più snello, preferisce alleggerire i conti bancari dei cittadini normali.

 

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