Pubblicato in Archivio
24/10 2011

Signor Presidente ecco perchè sono d’accordo con lei e dico NO alle preferenze

Sembra che la panacea di tutti i mali sia il sistema elettorale.
Sembra che mandando in Parlamento un determinato deputato o senatore in un modo od in un altro sovverta l’ordine delle cose, quasi che conferisca al soggetto poteri sovrannaturali, roba da Superman.
Mi permetto, sommessamente, di dire la mia.
Il sistema “proporzionale puro, monopreferenza” è poco più che un sistema feudale. E’ un sistema che poteva andar bene nell’immediato dopoguerra quando la società era livellata verso il basso e il Parlamento era l’ultima spiaggia per poter amministrare al meglio la valanga di danari che il “Piano Marshall” per l’Italia prevedeva.
Allora bisognava mandare alla Camera ed al Senato della Repubblica, gente colta, avveduta, onesta attenta ai bisogni dei più e con una certa reputazione.
Poi col boom economico degli anni 60 in Italia iniziarono a comparire i primi furbetti del quartierino e dunque anche la politica dovette affrontarne le conseguenze. Come ovvio, non ci riuscì, ed anzi si amalgamò con esse fino a sfociare negli anni 90 in una vera e propria saga della quale i principali protagonisti furono proprio i partiti politici retti fino a quel momento con il sistema delle preferenze.
Oggi quel sistema per fortuna è passato di cottura, è stato abolito da una legge definita “porcellum” ma che ha avuto il si proprio di quel Parlamento che era stato eletto con un sistema diverso e la firma di un Presidente della Repubblica non certo di centro destra.
Proviamo ad analizzare i pro ed i contro delle cosiddette liste bloccate.
E’ indubbio che il cittadino può sentirsi spossessato del diritto di scrivere un nome su una lista, ma è altresì indubbio che lo stesso cittadino acquista la libertà di votare o meno per un partito politico che incarni in se determinate ideologie e che gli ha preventivamente sottoposto un programma. La responsabilità di candidare Tizio o Caio quindi passa in capo ai partiti i quali non saranno costretti a candidare colui il quale riesce a catturare o comprare più voti, ma colui il quale ha un curriculum di credibilità altamente spendibile su piazza e dunque capace di attrarre i voti di cittadini liberi di valutare soltanto una serie di nomi abbinati ad un programma e non costretti a scrivere un nome ben definito magari estorto in cambio di danaro, prebende o favori al limite della legalità.
In buona sostanza: se il PD candida la figlia ventiseienne di un ex Ministro sol perchè lui ha raggiunto un ben definito limite di legislature io sarò libero di non votarlo, allo stesso modo se il PDL candida ex meteorine o ex veline o se SEL candida ex terroristi e via dicendo. Posso sempre scegliere un partito che mi offre una lista di persone capaci ed in grado di lavorare al meglio, secondo il mio punto di vista.
Riepilogando, l’unico vulnus che il diritto di voto dei cittadini potrebbe subire è quello di non poter scegliere un deputato singolo. D’altro canto però l’elettore ha la possibilità di valutare un partito proprio in base ai nomi che propone nella sua lista. In questo modo, ribadisco, la responsabilità è del partito e dei suoi vertici. Se questi perdono vanno a casa, se vincono restano e governano fino al successivo insindacabile giudizio elettorale.
Il sistema con le preferenze invece è geneticamente predisposto a creare delle assemblee legislative fatte da furbastri e non da esperti di cosa pubblica, di politica sociale, di politica militare, di politica estera.
Se oggi voglio essere eletto in un parlamento con questo sistema mi basterà predisporre una somma di danaro sufficiente a coprire le spese elettorali. Volantini, tabelloni 6×3, cene, “contributi all’attività di supporto” etc… . Il fatto è che o sono molto ricco di famiglia o dovrò rientrare in “qualche modo” di queste spese.
Questo sistema non mi lascia tranquillo. Preferisco una Assemblea di nominati dal popolo che un’Assemblea di “eletti” dal popolo.
E, d’altro canto, persino la Regione Toscana di estrazione post-comunista prevede il sistema della lista bloccata. Non si capisce perchè oggi i sinistri alla Bersani invochino la legge proporzionale se prima non la cambiano nelle regioni che amministrano.
Oggi come oggi, il sistema che prevede la preferenza non offre alcuna garanzia all’elettore.
Servirebbero più che altro delle regole e dei paletti per inchiodare i capi-partito alle loro responsabilità. Di certo servirebbe l’indicazione del candidato premier, di certo servirebbe una soglia di sbarramento elevata in modo da non frazionare troppo i partiti, servirebbe il vincolo di elezione per i parlamentari in modo da evitare che chi viene eletto in un partito poi se ne vada altrove per becere convenienze, servirebbe anche un codice deontologico per il buon politico, che preveda ad esempio l’obbligo di presenziare almeno al 90% delle sedute parlamentari. Insomma il cosiddetto “porcellum” potrebbe essere migliorato e potrebbe diventare la garanzia di un Parlamento di qualità.
Poche righe, Signor Presidente, per spiegare ai miei coetanei perchè oggi la politica deve essere fatta da gente di qualità e non da accattoni ed arraffoni di indefinibile natura.
Vorrei anche spiegare perchè sono contrario alle tessere di partito, retaggio anche questo di una Repubblica che non c’è più. Ai congressi vincerà chi avrà più soldi e più tessere e non chi avrà le idee migliori…. Ma questo forse sarà l’argomento di una mia futura riflessione.

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COMMENTI

  1. Lorenz
    11/11 2011

    E come la mettiamo con la sudditanza dei nominati? E’ esercizio democrazia il fatto di ricattare persone “nominate” qualora non seguano le linee indicate dalle segreterie? Seguendo il suo ragionamento ognuno dovrebbe votare solo lo schieramento che offre un platea di candidati graditi, ma se nessun partito, vedi marciume attuale, candida persone a me gradite, che faccio? sto a guardare questi signorotti che si fottono il mio paese e il mio futuro? per caso sta promuovendo l’astensionismo dell’elettorato critico e consapevole?

  2. Michele
    15/11 2011

    Guardi,
    io non ho detto che questo sia il sitema migliore, ma di certa preferisco che si candidino persone per bene piuttosto che i signori dei voti a pagamento. Le offro il panorama del Comune di Palermo e, per certi versi, quello dell’Ars. Giudichi lei

  3. Lorenz
    17/11 2011

    L’unica cosa che condivido è il codice deontologico per i politici. Dovrebbero essere i partiti, per primi, ad allontanare chi tiene comportamenti inapppropriati. Questo non vuol dire, se mi consente, aspettare tre gradi di giudizio. Se il vicino si porta via la mia argenteria non non devo aspettare tre gradi di giudizio per non invitarlo più.

  4. 19/11 2011

    Pienamente d’accordo!