Pubblicato in Archivio
9/07 2011

La mia risposta ad un militante del PD su SiciliaInformazioni.com

Ad Alessandro Balsamo:

sono nato 38 anni fa a Palermo, Città bellissima nella quale vivo da sempre con la sola eccezione di 3 anni in cui per motivi sportivi e di studio mi sono allontanato andando a vivere in una regione del centro Italia.

Alessandro, è comodo scrivere una toccante poesia da Bruxelles, da un elegante ufficio in stile moderno, magari riempito di carte. E’ comodo parlare a 2000km di distanza.

Palermo va vissuta, Palermo ti entra dentro, Palermo la ami e per certi versi la “devi” odiare.

Ti ricordi di Palermo quando c’è da parlare di Falcone e Borsellino e siamo tutti d’accordo, gli abbiamo dedicato strade, piazze, scuole ed addirittura l’Aereoporto, che io con tutto il cuore avrei dedicato a Federico II.

Parli di mafia ed è inevitabile non è un esercizio particolarmente arduo.

Poi utilizzi decine di volte il verbo volere declinato spesso e volentieri in prima persona: “voglio”.

Ebbene, tu vuoi, ma non dici ciò che saresti disposto a fare per la tua Città, tu pretendi ma non hai proposto nulla di concreto.

Parli di teatri, di cultura, di storia. Come giustamente rimarchi la nostra Città è piena zeppa di cultura, di arte, di storia ma tutto ciò è consegnato irrimediabilmente ai cittadini che ne dovrebbero essere custodi.

Quegli stessi cittadini che hanno fatto dell’anarchia e della inosservanza delle regole più elementari di convivenza civile il leit motiv della loro esistenza?

E da dove nasce questa anarchia? Proprio da quegli anni 90 di cui tu parli e durante i quali io facevo già politica attiva in un minuscolo partito di governo, come militante e componente di un direttivo giovanile.

Caro Alessandro l’epoca cui tu ti riferisci è un epoca di demagogia, di inflazione populista, dei pali di via Libertà e della creazione di un sistema di precariato che ancora oggi ci soffoca, anni in cui la mafia serviva a giustificare qualsiasi malefatta politica, qualsiasi insuccesso.

Vuoi le primarie? Bene e per che cosa? Per consentire al potente di turno di assoldare più facinorosi possibile che lesti ed obbedienti andranno a scrivere il suo nome su una scheda?

La Politica è merito, non è potenza, la politica è servizio, non è strumento per se stessi, la politica è etica, è proposta.

Alle tue latitudini, spiace constatare che la politica è contrasto sempre e comunque, la vostra è la politica del “niet”.

Allora occorre soltanto cambiare mentalità, occorre un patto generazionale fatto da persone capaci e responsabili che dopo 7-10 anni tolgano il disturbo e consegnino il loro lavoro alle generazioni successive. Questo tenendo conto dell’unico nucleo capace di sopportare onori e soprattutto oneri di una stagione che ci vedrà ancora impegnati a fronteggiare la crisi economica: la famiglia.

La famiglia, quella vera, quella costituita da padre, madre e figli uniti da un vincolo matrimoniale indissolubile. Quella famiglia nella quale ci si rifugia nei momenti tristi e difficili, quella famiglia che ti dà la forza ed il coraggio per riprendere il cammino della vita per te stesso e possibilmente per gli altri.

Ti leggo e parli ancora di qualcosa che tutti conosciamo ma per la quale nessuno, nemmeno i tuoi compagni, si è mai battuto.

Allora io, mi sento di proporre a quelli come te, di sbracciarci insieme e di combattere la guerra giornaliera contro l’abuso, contro il malaffare, contro le insane abitudini dei nostri concittadini, compagni involontari ed inconsapevoli di un viaggio che solo i nostri figli sapranno giudicare.

Adoro la politica pragmatica di Matteo Renzi, detesto profondamente i vari populisti Vendola, Di Pietro, Bersani, ammiro moltissimo la politica giovane di Alfano, detesto quella di alcune cariatidi che anche nel centrodestra tentano di sopravvivere a loro stessi non capendo che il loro elisir di lunga vita sono proprio i giovani preparati e motivati, che sanno già fare qualcosa e che alla politica si offrono pro tempore sapendo che dopo poco tempo torneranno a impiegare il loro tempo esercitando la propria professione.

Io sono certo che i miei figli ameranno Palermo e la Sicilia perché sapranno che il loro papà avrà speso del tempo per migliorare tanto l’una quanto l’altra….perchè le ha amate sopra ogni cosa.

Alessandro, io sono del PdL.

da: http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/128552/replica-giovane-comodo-scrivere-toccante-poesia-bruxelles.htm

 

COMMENTI

  1. 14/07 2011

    …quella del bar Giolitti è bellissima, sottile, anche se forse, ormai, destinata a diventare di facile comprensione anche ai più. Un caro saluto e, chissà, magari ci si rivede [se non a Roma, qui da noi]

  2. Michele
    14/07 2011

    Grazie Alfio, speriamo di incontrarci nuovamente, presto! ;-)