Pubblicato in Archivio
13/01 2011

…e questa sarebbe l’alternativa?


Sinistra divisa anche sulla Fiat

Il sindaco di Firenze, il rottamatore Renzi, è esplicito: “Io sono dalla parte di Marchionne”. D’Alema non si sa da che parte sia. Dice di non volere dare consigli (e chi glieli ha chiesti?) ma ribadisce che rispetta gli operai. A proposito di governo Bersani insiste: “Il governo è nelle nebbie”. Ci spieghi il leader del Pd perché l’esecutivo dovrebbe intervenire, visto che la Fiat è azienda privata e da tempo non usufruisce di soldi pubblici.

Nessuno a sinistra che abbia il coraggio di sottolineare che in tempo di crisi internazionale Marchionne vuole investire quando le aziende chiudono, vuole mettere tanti quattrini per agganciare Mirafiori alla locomotiva statunitense, là dove l’accordo coi sindacati è stato siglato in poche ore e senza drammi, scioperi, lacrime e sangue.

da forzasilvio.it

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COMMENTI

  1. Piero Silvestri
    19/01 2011

    E’ stata una bella prova di democrazia,non ha perso Marchionne,e non hano perso le maestranze operaie,che hanno votato a testa alta.Ora vedremo che succede,ma io penso che la Fiom(io sono iscritto Cgil,ma negli anni 80 lottai contro un contratto Cgil-Cisl-Uil,dalla parte di un sindacato autonomo molto potente(dei bancari,la FABI).Ebbene,posso dirlo,grande e dignitosa campagna di principio,ma alla fine dovemmo firmare ed alla fine il processo che aveva iniziato a smantellare la forza contrattuale dei bancari ha vinto completamente.La lotta era giusta,ma la guerra era perduta in partenza.

  2. Piero Silvestri
    19/01 2011

    che la Fiom…debba firmare-al terzo rigo,scusate…