Pubblicato in Archivio
1/02 2010

Caro Pippo ti scrivo….

RISPONDO ALLE STESSE DOMANDE POSTE ALL’ON. FALLICA SUL QUOTIDIANO D’INFORMAZIONE SICILIAINFORMAZIONI

Caro Pippo,
ho letto con attenzione la tua intervista rilasciata a Siciliainformazioni.
Sento il dovere di risponderti perché sono un fiero appartenente al PDL.

Risponderò alle stesse domande che ti ha posto il giornalista cosi che la mia visione dei fatti appaia chiara.

Sono passati alcuni mesi dalla nascita ufficiale del Pdl Sicilia. Pensando a tutto quello che è successo nel frattempo, esiste la concreta possibilità di risolvere lo strappo con i lealisti?

Tu rispondi che il PDL in Sicilia non esiste, che tra noi e voi ci sono profonde divergenze e che quando c’eri tu era tutto bello e giusto.
Io ti rispondo che il PDL esiste eccome e che le divergenze che voi avete contribuito (dammene atto)a creare sono il frutto della vostra strana voglia di occupare tutte le poltrone disponibili persino alleandovi con i post-comunisti, il caso di Termini Imerese dove Gianfranco è vicesindaco in un Comune di sinistra è stato solo l’inizio, l’obiettivo vero era la Regione e ci siete riusciti, bravi.
I vertici locali non si nominano ed è la prova che la porta del dialogo resta aperta. Se solo avessimo avuto voglia di rompere del tutto avremmo nominato i vertici costringendovi ad uscire definitivamente dal PDL ed a creare sto benedetto partito del sud, non credi?

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato più volte chiamato in causa. Un suo intervento è indispensabile per risolvere la questione?

Tu parli di un fantomatico mandato che Gianfranco avrebbe avuto da Berlusconi in persona, qui l’unico mandato che vedo è quello di Castiglione e Nania. Il Presidente ha certamente affetto per Gianfranco, magari anche per transitività visti gli strettissimi legami che lo stesso ha col Dott. Dell’Utri, e questo lo si nota dal fatto che nonostante tutto ancora se lo tiene al Governo, ma tu pensi che se Gianfranco avesse davvero avuto questo mandato da Berlusconi a quest’ora non lo saprebbero pure le pietre? Io credo invece che il Presidente abbia deciso di non decidere al momento aspettando l’esito delle consultazioni amministrative in Italia. Mi dirai che c’entra? C’entra eccome perché si ristabiliscono e si focalizzano equilibri che inevitabilmente hanno ed avranno refluenze anche al livello governativo.
Credo piuttosto che Angelino abbia il compito di far capire a Gianfranco che il PDL non è F.I. e che lui non ne è il padre-padrone. Come sai nutro grandissima fiducia nel Ministro della Giustizia che considero abile, leale e capace.

Bondi ha detto che Miccichè “preferisce da tempo fare il battitore libero sempre più stravagante, provocatorio e distruttivo”

Dici che Gianfranco è l’unico a dire ciò che pensa. Lasciami dire che in qualche caso è meglio pensare ciò che si dice.

Quando esplode la “frattura”?

Tu parli della frattura in giunta comunale. La frattura al Comune è figlia di profonde incomprensioni a livello personale tra Gianfranco ed il Sindaco, individuare temporalmente l’inizio del dissidio è un esercizio poco affascinante ed elegante.

Qualche frizione era emersa in occasione delle scorse regionali.

Vero, Miccichè voleva correre per Palazzo d’Orleans, come sai vissi quella vicenda in primissima persona: il 19 gennaio Gianfranco era seduto accanto a me al convegno che organizzai per lui ed il 26 gennaio ero nella sua stanza nella Torre Pisana insieme a Mario Ferrara quando Cuffaro si dimise. Ma Gianfranco non se la deve prendere con mezzo PDL, se la deve prendere semmai con Cuffaro il quale pose il veto sulla sua candidatura e come sai il veto del Governatore uscente avrebbe avuto un peso elevatissimo anche per il premio di maggioranza nel collegio senatoriale che si sarebbe disputato di li a poco. Quindi il Presidente Berlusconi puntò su Lombardo credendo di scegliere il male minore. In quel momento storico il 65% dei voti lo avrebbe preso pure il cavallo di Garibaldi in via libertà….

Da tempo chiedete un cambio al vertice del Popolo della Libertà nell’Isola

Tu proponi un triumvirato. A parte che di triumvirati la storia è piena e sappiamo entrambi come sono andati a finire, io direi che già un condominio di due persone è eccessivo. La Sicilia e gli elettori del PDL sono gente matura che ha bisogno di recepire al meglio le linee guida del partito da una sola voce, che sia autorevole e che abbia esperienza di territorio.

E così si è arrivati a un governo regionale “di minoranza” per le riforme appoggiato dal Pd. Qualcuno pensa, o spera, che durerà poco, travolto dalle contraddizioni interne e dalla mancanza dei numeri all’Assemblea regionale siciliana

Questa è la pagina più buia che la nostra storia abbia mai avuto e strumentalizzare tragedie come quelle della Fiat o di altre grandi aziende lo trovo poco elegante. Un manipolo di deputati sta sovvertendo l’ordine democratico della Regione. Se davvero foste cosi convinti di essere nel giusto, spiegarlo ai cittadini elettori non dovrebbe essere difficile. Il ritorno alle urne non è mai un problema, è il più alto esercizio di potere democratico di un popolo civile. Ma tutti e due sappiamo che almeno fino ad ottobre prossimo non si voterà. A questo punto spero che Gianfranco sia il grimaldello per scardinare il governo Lombardo e restituire dignità politica ad una Terra martoriata prima ancora che dalle piaghe della crisi dal malgoverno della sua classe dirigente.

E se mancasse una maggioranza, che si fa? Si torna alle urne, magari con nuove coalizioni?

Dici che sarebbe un segnale di altissima irresponsabilità? Come già scritto, l’irresponsabilità è quella di gestire la Regione Siciliana come fosse un Monopoli, qui non vince chi occupa più caselle o ha più soldi, qui vincono o perdono i siciliani onesti, quelli che oggi, secondo me (ma lo sai anche tu) oggi non vi voterebbero più.

Il Pdl Sicilia è il primo passo verso un “partito del Sud”?

La storiella del Governo “lega centrico” oramai è un disco rotto. Sarebbe meglio assumersi le proprie responsabilità e dare un seguito alle parole. Lo spauracchio partito del sud non fa che indebolire il PDL e disorientare i nostri elettori. Sarebbe meglio scendere da questa automobile targata PDL e salire su un’altra, magari percorrendo la stessa strada. Restare in bilico non giova a nessuno.

Con l’amicizia di sempre,
Michele

 

COMMENTI

  1. Sergio
    5/02 2010

    Spettacolo

  2. enza
    22/02 2010

    bravo pivetti ma tu non eri il braccio destro di dell’utri?

  3. Michele
    22/02 2010

    Cara Enza,
    qui trovi Audio/Video ed il pezzo che risponde alla tua domanda.
    Cari Saluti
    http://www.michelepivetti.com/2009/05/10/il-perche-di-una-scelta-dolorosa/