Pubblicato in Archivio
20/10 2009

PDL: PERCHE’ GIANFRANCO CE L’HA CON NOI?

Oramai è da un bel pezzo che il nostro elettorato ma i cittadini in genere assistono alle assurde diatribe all’interno del PDL.
Il PDL è nato per volere del Presidente Berlusconi per essere il più grande partito italiano di centro destra, contenitore di diverse anime: da Forza Italia ad Alleanza Nazionale - che sono i principali “azionisti” del partito, ma anche della Democrazia Cristiana del Ministro Rotondi e di altri movimenti minori.
In Italia sembra funzionare tutto bene, con qualche ovvio problema di rodaggio iniziale che sembra superato.
Qui in Sicilia invece è in atto una faida tra correnti (anche se avevo detto pubblicamente che la parola faida non mi piaceva) che avrà l’unico risultato di confondere, nella migliore delle ipotesi, il nostro elettorato.
A dare inizio a questa strana vicenda è stato – a mio avviso – il sottosegretario Miccichè all’indomani della decisione del Presidente Berlusconi di candidare Lombardo alla presidenza della Regione Sicilia.
Andiamo con ordine.
18 gennaio: sentenza con la quale il Presidente Cuffaro viene condannato a 5 anni dal Tribunale di Palermo;
19 gennaio: Hotel Centrale convegno del Circolo del Buon Governo di Palermo con Dell’Utri, Cascio, me, e Miccichè dal quale l’allora presidente dell’ARS (Miccichè) lancia i suoi strali contro il Presidente Cuffaro, spalleggiato dal Sen. Dell’Utri. (piccola postilla: in quella occasione il Presidente Cascio diede una lezione di diplomazia politica a tutti quanti);
26 gennaio: il presidente Cuffaro rassegna le sue dimissioni, l’Assemblea Regionale si scioglie;
22 febbraio: la riserva è sciolta, il Presidente Berlusconi sceglie Lombardo come candidato alla presidenza della Regione Sicilia.
Gianfranco Miccichè si è visto sfilare da sotto il sedere la poltrona che – mi permetto di dire – era sua de jure.
Ad avviso di Miccihè la colpa sarebbe del presidente Schifani e del Ministro Alfano ma mi permetto di ricordare che il colpevole reale ed autentico oggi siede a Palazzo Madama, non fa il presidente del Senato e se la vogliamo dire tutta non è neanche al governo. E’ simpatico, è bravo, è una macchina da voti incredibile ed è di Raffadali, accogliente e ridente cittadina a pochi km da Agrigento, la Città dei Templi….bravi…proprio lui Totò Cuffaro. A quanti di voi non lo sanno, infatti, ricordo che il Senatore Cuffaro durante il periodo di trattative per la designazione del candidato presidente, sentì il bisogno di dichiarare urbi et orbi: ” io non voterò mai Miccichè”. E c’è da capirlo…non solo il suo amico-rivale gli sfilò la poltrona sulla quale sedeva a colpi di dichiarazioni al veleno, ma avrebbe voluto sedercisi proprio lui…..bhè….questo non era tollerabile per Totò. A quel punto il presidente Berlusconi, che stupido non è, si trovò a dover scegliere il male minore posto che uno di Forza Italia non era candidabile per il veto UDC, uno dell’UDC non era candidabile per il veto della magistratura, restava solo l’MPA ed ecco che spunta don Arraffaele Lombardo che con quell’abilità tutta democristiana imparata alla corte dell’ex Re DC Lillo Mannino, la stessa scuola frequentata da Totò Cuffaro, si “impossessa” di tutto ciò che è visibile in Sicilia.
Adesso, dico io, perchè Gianfranco se la prende con Angelino e col presidente Schifani?? perchè attribuisce a loro la debacle di Forza Italia in quella trattativa? Che peraltro condusse lui personalmente con Berlusconi e Dell’Utri??
Tutto questo è il motivo dell’inasprimento del dibattito interno al PDL oggi. Talchè si è costretti a dover assistere impassibili alla nascita di fantomatici PDL Sicilia (o Palermo ancora non si capì) ai cosiddetti ribelli di Miccichè o di Misuraca, abbiamo addirittura resuscitato i finiani che con tal On. Granata fanno pure loro gruppo a sè stante ma amico dei miccicheiani. Dall’altro lato ci siamo noi, quelli cosiddetti lealisti, insomma il PDL di Berlusconi, quello vero, quello ufficiale, quello che secondo alcuni è capitanato dal presidente Schifani il quale però è il Presidente del Senato e che quindi non è un capoclan o capo corrente, è una persona dall’eleganza politica indiscutibile che non partecipa a dibattiti interni ad una parte del partito.
Il PDL ufficiale constatata la situazione “abnorme” ha deciso di mettere nelle mani della Senatrice Simona Vicari la scottante matassa da sciogliere. La Senatrice Vicari è molto giovane ma ha già una esperienza politica da fare invidia al 99% dei politici siciliani di oggi. E’ certo che non è una persona che le manda a dire ma è chiara e diretta, si sa assumere le proprie responsabilità e sa gestire situazioni apparentemente spinose. Il gruppo dei lealisti – al quale ci iscriviamo tutti noi dei Club della Libertà - non poteva scegliere meglio.
Tuttavia si sa, le invidie e le gelosie sono sempre dietro l’angolo e questa decisione provocherà qualche “mal di pancia” che si riassorbirà quando sarà l’ora di dover prendere decisioni importanti.
Questo è il quadro politico che oggi è alla base della politica siciliana.
Sono certo che si risolverà tutto quando saremo chiamati a dover governare nell’interesse dei cittadini, quando saremo chiamati giustamente dagli elettori a riparare qualche errore che indiscutibilmente c’è stato.
Intanto l’auspicio è che si capisca da ambo le parti, che nessuno può prescindere dall’altro: noi non possiamo prescindere dall’esperienza politica di Gianfranco Miccichè, ma i miccicheiani non possono pensare di poter fare a meno del PDL e dei suoi massimi rappresentanti.
Rimettiamoci in cammino tutti insieme, diamo spazio a tutti coloro che vogliono il bene del PDL senza preconcetti frutto di logiche di appartenenza settaria o correntizia.

 

COMMENTI

  1. gianfranco
    21/10 2009

    bravo michele

  2. Sergio
    21/10 2009

    Ottima analisi

  3. marco
    25/10 2009

    una bella analisi di parte

  4. marco
    25/10 2009

    ahh
    visto che che gli sei molto vicino
    chiedi a Galioto per noi se prova almeno un minimo di vergogna e rossore per quello che ha combinato?
    grazie

  5. Michele
    26/10 2009

    Scusa marco,
    ma dove si evince che è un’analisi di parte? Io ho citato date ed episodi vissute in quei momenti in prima fila di cui ho contezza. Dove sarebbe la partiggianeria?