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30/03 2009

E’ NATO IL PDL, il partito degli ITALIANI

 

 

Ieri è stata la giornata conclusiva del primo congresso nazionale del PDL. Il più importante, quello costitutivo. Ho incontrato e salutato moltissimi amici: Angelino Alfano, Carlo Vizzini, Simona Vicari Enzo Galioto, Gianfranco Miccichè e moltissimi altri. Erano presenti tutti i nostri politici locali. C’erano il presidente dell’ARS Ciccio Cascio e l’Assessore Eusebio D’alì.

Il congresso è stato magnifico, esaltante a tratti commovente e non solo per le modallità di svolgimento, tipicamente berlusconiane, ma per i contenuti di altissimo livello che da esso sono venuti alla luce.

Il discorso più politicamente pregnante, immenso e degno di una menzione particolare è stato quello di Angelino Alfano. Un gigante assoluto che ha primeggiato su tutti. Bellissimo l’intervento del Presidente Renato Schifani. E’ stato istituzionale, ma sinceramente e lealmente convinto appartenente ad una parte politica, la nostra!!

Vi propongo un articolo del mio amico Alessandro Pagano. Deputato alla Camera, politico serio, intelligente, giovane e brillante con una esperienza da amministratore da fare invidia. Alessandro ha fatto una fotografia di ciò che è successo a Roma offrendo delle riflessioni mature.

INTERVISTA IN SALA STAMPA

E’ NATO VERAMENTE IL PARTITO DEGLI ITALIANI !!

Alcune considerazioni sul Popolo della Libertà

 

Se il buongiorno si vede dal mattino è chiaro che il PDL è nato veramente bene.

Nel DNA di qualsiasi cosa, anche di un nuovo partito c’è scritto come sarà questa nuova cosa: se avrà un carattere somatico piuttosto che un altro, una malattia genetica strutturata piuttosto che un elemento biologico positivo, tutto è iscritto nel DNA. Ecco perché sono importanti gli aspetti originari. Perché cambiare in corsa, o rifondare, o modificare è sempre operazione complicata, se non impossibile.

Ecco perché penso che il Popolo delle Libertà sia nato veramente bene, perché ieri, 27 Marzo 2009, ho visto qualcosa assolutamente unico nel panorama politico nazionale ed internazionale; un qualcosa che è anni luce avanti rispetto a tutti gli altri partiti di oggi e di ieri. Proverò ad elencarne qualcuno:

A) Alla presentazione del nuovo partito, è stata definitivamente archiviata tutta la vecchia liturgia della politica. Non ha parlato nessuno dei big, nessun discorso verboso e ripetitivo è stato fatto da parte di chi conta, ma non perché il capo dovesse essere l’unico (che sia unico ci pensa il popolo a decretarlo tutti i giorni), ma perché doveva essere chiaro che le nomenclature non appartengono a questo mondo.

E’ un nuovo stile politico che Berlusconi ha lanciato come messaggio chiaro e forte: i rappresentanti ufficiali del PDL sono al servizio. Solo il popolo è sovrano.

Non esistono caste e non ci sono privilegi.

Tanto è coerente questo ragionamento che giustamente, tutti i dirigenti e i quadri eravamo nelle file dietro. Davanti c’era la gente comune, quella che spera tutti i giorni e che sorregge questa straordinaria Italia.

Un messaggio profondo ed intelligente che se ancora non ha cambiato la mentalità di tanti politici, certamente la cambierà sia nel modo di pensare che di agire.

B) Sul palco gli unici che hanno parlato, oltre al Presidente sono stati quattro giovani. Senza piercing, senza tatuaggi, senza fronzoli per la testa, consci delle difficoltà ma anche fiduciosi in un cambiamento sociale. Orgogliosi di essere le generazioni future di un popolo che conta le sue forze su pochi ma essenziali valori: libertà, famiglia, centralità della Persona, unità sociale, solidarietà, iniziativa privata, tradizione cristiana.

“Più società civile e meno burocrazia; più asili nido e meno pensionati baby; più donne al lavoro e meno femministe; più prestiti d’onore e meno ammortizzatori; amiamo l’inno d’Italia anche quando non c’è la nazionale in TV ”, hanno chiosato in un magistrale passaggio le belle e giovani Giada Presente e Alessia Amore.

Messaggi semplici quanto profondi che rafforzano quelli che sono i cardini della nostra tradizione occidentale e cristiana che una certa dittatura relativistica voleva, senza riuscirci, distruggere.

La verità che bisogna affermare ad ogni piè sospinto, come ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, è che: “Silvio ha smontato l’egemonia culturale della sinistra che tanto danno aveva prodotto nel nostro Paese ”.

Dopo questa fase che è durata ben 15 anni, Berlusconi adesso si appresta a ricostruire il Paese Italia, basandosi su una certezza che ha ripetuto, parola più parola meno, ieri alla 1^ Assemblea Costituente e che ha entusiasmato le migliaia di persone presenti: “le idee giuste non si possono uccidere, le idee giuste si impongono da sole!”.

 

Alessandro Pagano

 

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