Pubblicato in Archivio
16/10 2008

CHE CI SIA UN GIUDICE A BERLINO???

Travaglio

CARO TRAVAGLIO, COMMENTA QUI!!!

Condannata anche il direttore del periodico daniela hamaui a 5 mesi di reclusione
Travaglio condannato a 8 mesi
Diffamò Previti in un articolo scritto per l’Espresso nel 2002. Sanzionato anche con 100 euro di multa

ROMA – Il tribunale di Roma ha condannato il giornalista Marco Travaglio (collaboratore tra l’altro della trasmissione di Rai2 «Anno Zero» condotta da Michele Santoro) a 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa per diffamazione ai danni dell’ex ministro della Difesa e parlamentare di Forza Italia Cesare Previti in relazione ad un articolo pubblicato dal settimanale «L’Espresso» il 3 ottobre del 2002 dal titolo: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia».

Il giudice ha deciso anche un risarcimento di 20 mila euro per Previti. E’ stata condannata anche Daniela Hamaui, come direttore responsabile del settimanale, a 5 mesi e 75 euro di multa. Per entrambi gli imputati la pena è sospesa.

15 ottobre 2008

www.corriere.it

 

COMMENTI

  1. Giorgio Crema
    16/10 2008

    Michele Commenta questa:

    PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!

  2. Talita
    16/10 2008

    Ecco il mio commento: peccato che la pena sia sospesa, ma diamo tempo al tempo!

  3. Michele
    16/10 2008

    Oggetto: A Travaglio 8 mesi di carcere: lo salva l’indulto A Travaglio 8 mesi di carcere: lo salva l’indulto di Filippo Facci Il presunto collega Marco Travaglio è stato condannato a 8 mesi di prigione e 100 euro di multa perché diffamò Cesare Previti, al quale andrà anche un risarcimento di 20mila euro che sarà probabilmente sborsato dall’Espresso. Il settimanale, infatti, il 3 ottobre 2002 ospitò un articolo diffamatorio sicché la direttrice Daniela Hamaui, a ruota, è stata condannata a 5 mesi e 75 euro che è una pena piuttosto elevata, se rapportata al di lei cosiddetto «omesso controllo». Ma siamo solo al primo grado, e la pena in ogni caso è stata sospesa per entrambi. La diffamazione è il reato a mezzo stampa per eccellenza, spesso fisiologico a chi scrive di cose giudiziarie: nel caso di Travaglio, tuttavia, la condanna lo trasforma in un classico bersaglio del suo stesso metodo. Il reato è del 2002, ma giudicato nel 2008, dunque è presumibile che andrà in prescrizione prima del giudicato; il reato, inoltre, ricade tra quelli coperti dall’indulto approvato nel 2006; il reato, infine, stando al suo gergo da film con Thomas Milian, trasforma Travaglio in un «pregiudicato» poiché in precedenza era stato condannato sì come diffamatore, ma solo in sede civile. Condannato, oltretutto, sempre per azione di Previti: nel 2000, per un suo articolo pubblicato sull’Indipendente nel 1995, il tribunale l’aveva già condannato al pagamento di 79 milioni che gli furono progressivamente decurtati dal reddito mensile. Nel febbraio scorso, poi, nella sua Torino, Travaglio è stato condannato a risarcire Mediaset e Fedele Confalonieri per alcune ingiurie pubblicate sull’Unità del 16 luglio 2006; la notizia di questa condanna registrò tra l’altro un curioso episodio: un collaboratore dell’Espresso, Daniele Mastellarini, scrisse sul suo blog che «Travaglio, che è sempre molto preciso sulle condanne altrui, scrive che “dovrò pagare 10mila euro più le spese al dottor Fedele Confalonieri”, mentre in realtà sono 12.000 e dimentica la pubblicazione dell’estratto sul Corriere della Sera, che ha un costo non indifferente. Travaglio non riporta anche la condanna a risarcire Mediaset per 14.000 euro, e soprattutto non dice che davanti al giudice ha definito la propria rubrica “di carattere satirico”». Questo scrisse Mastellarini prima che il suo rapporto con l’Espresso, senza nessuna spiegazione, avesse a interrompersi. Altre querele, come una di Antonio Socci, Travaglio le hascansate chiedendo pubblicamente scusa. Ma torniamo a ciò che in una botta sola trasformerebbe Travaglio in pregiudicato o prescritto o indultato. L’articolo del 2002 era sottotitolato così: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia. Un uomo d’onore parla a un colonnello dei rapporti di Cosa Nostra e politica. E viene ucciso prima di pentirsi». E già qui il cosiddetto «sottinteso sapiente» pare chiaro. Lo sviluppo, poi, è ignobile: classico copia & incolla a tesi dove un pentito mafioso spiega che Forza Italia fu regista di varie stragi e fece un patto elettorale con Cosa Nostra. Il pezzo di Travaglio farebbe schifo già così, ma la sua disonestà intellettuale deve ancora dare il meglio. Vediamo. Il pentito del caso, Luigi Ilardo, raccontò queste cose che finirono in un rapporto redatto nel 1993. Ma Ilardo venne freddato da due killer nel 1996, talché «quello che avrebbe potuto diventare un altro Buscetta non parlerà più. Una fuga di notizie, quasi certamente di provenienza “istituzionale”,!haavvertito Cosa Nostra del pericolo incombente». Chi ha raccolto le confidenze del pentito, si legge, è il colonnello dei carabinieri Michele Riccio, in seguito coinvolto in un processo su presunti blitz antidroga pilotati. Riccio, nel 2001, viene convocato nello studio del suo avvocato Carlo Taormina assieme a Marcello Dell’Utri e al tenente Carmelo Canale, entrambi imputati per concorso esterno in associazione mafiosa. Taormina negherà, ma secondo Riccio in quello studio si predisposero cose losche: aggiustare deposizioni, scagionare Dell’Utri, cose del genere. Poi l’infamia. Travaglio cita un verbale reso da Riccio, sempre nel 2001: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti». E praticamente finisce l’articolo: l’ombra di Previti si allunga dunque su traffici giudiziari, patti con Cosa Nostra, regie superiori e occulte.Il dettaglio, l’infamia, è che Travaglio non mette il seguito della frase. Eccola per intero: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri». Questo è il presunto collega che questa sera arringherà le folle ad Annozero. Questo è Travaglio.——————–

  4. Talita
    16/10 2008

    E già! Adesso anche Marco Travaglio è un “pregiudicato” o eventualmente “prescritto” e “indultato”: vocaboli che lo mandano in estasi, se riferiti ad altri!
    Ecco che cosa scrive di lui uno che lo conosce bene, ossia il giornalista (lui sì!) Gabriele Mastellarini, magari facendo eco al noto “Ma Bruto è un uomo d’onore” di shakespeariana memoria.
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    MARCO TRAVAGLIO CONDANNATO: “FACCIO SATIRA”
    Stimo moltissimo Marco Travaglio, ma stavolta mi ha deluso. Condannato dal Tribunale civile di Torino a risarcire Fedele Confalonieri, si è difeso dicendo che lui “fa satira”. Incredulo, rileggo le motivazioni della sentenza (messa a disposizione dallo stesso Travaglio) e non ho più dubbi. Il 14 febbraio 2007, in una memoria depositata al Giudice Francesca Christillin, il giornalista scrive che: “Egli curava per il quotidiano L’Unità la rubrica “Uliwood party”, di evidente contenuto satirico“.
    Travaglio fa satira o giornalismo? Lui si dichiara un interprete satirico. Assurdo. E il giudice (giustamente) non ci crede: “Contrariamente a quanto sostenuto dal convenuto Travaglio, non sono ravvisabili i caratteri della “satira”. Questa infatti è una modalità di rappresentazione di fatti e/o persone che mira suscitare ilarità del pubblico”, scrive il giudice “In nome del popolo italiano”, concludendo che “nella pubblicazione oggetto del presente procedimento tali caratterische non sono in alcun modo ravvisabili”. “Il Travaglio senza intenti umoristici esprime la sua (indignata) opinione su alcune vicende connesse a Calciopoli”. Il problema sono i toni piuttosto forti usati in un passaggio che si riferisce (come confermato dall’autore) allo stesso Confalonieri: “Ci si attenderebbe un pizzico di prudenza in più. O di pudore per non sputarsi in faccia davanti allo specchio. Ma ormai anche la faccia è un privilegio. C’è chi, avendola perduta da un pezzo, non teme più di perderla. E chi, più fortunato ancora, non ne ha mai avuta una”. Espressioni nient’affatto comiche ma ritenute diffamatorie dal Giudice torinese che ha condannato Travaglio a rifondere 12.000 euro a Confalonieri e altri 14.000 a Mediaset spa, più seimila euro di spese processuali e altre spese per la pubblicazione dell’estratto della sentenza sul “Corriere della Sera”.
    Travaglio ha annunciato ricorso in appello, ma sul sito ww.marcotravaglio.it, offre – stranamente – una versione diversa della sentenza. LUI CHE È SEMPRE MOLTO PRECISO SULLE CONDANNE ALTRUI, scrive che “dovrò pagare 10 mila euro più le spese al dottor Fedele Confalonieri”, mentre in realtà sono 12.000 e dimentica la pubblicazione dell’estratto sul “Corriere” (che ha un costo non indifferente). Travaglio non riporta anche la condanna a risarcire Mediaset spa per 14.000 euro e soprattutto non dice che davanti al giudice ha definito la propria rubrica “di carattere satirico”. (www.gabrielemastellarini.com)
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    Insomma Travaglio è una bolla di sapone rancido – modello insostenibile leggerezza dell’essere – capace solo di titillare la bassezza di un target che si rotola con gusto nelle mezze verità e nella calunnia, come i suini nel letame.
    Travaglio è una bolla di sapone e scoppia altrettanto facilmente.

  5. Talita
    16/10 2008

    Ancora Gabriele Mastellarini (uno che conosce bene Travaglio):
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    “TRAVAGLIO IN TV: I CONTI NON TORNANO”
    Una mezza verità di Marco Travaglio nel corso della trasmissione “Anno Zero” (Raidue) diretta da Michele Santoro. Il giornalista collaboratore di Repubblica, L’Espresso e L’Unità ammette di essere stato condannato civilmente a risarcire Previti, ma dimentica la recente condanna del Tribunale di Torino a indennizzare Fedele Confalonieri e Mediaset spa per un totale di oltre trentamila euro (la sentenza la trovate nel link a fianco “Sentenze”). Anche il conduttore Michele Santoro, fa finta di non sapere nulla. E al pubblico viene propinata un’altra mezza verità. Travaglio è ancora disinformato sul caso Tosi, il Sindaco leghista di Verona condannato in primo grado e in appello per istigazione all’odio razziale. Così Tosi può agevolmente replicare a Travaglio, dicendo ciò che io ho scritto sull’Espresso un mese fa e cioè che la Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte d’Appello di Venezia la precedente condanna di Tosi che – comunque – potrebbe essere riconfermata dal giudice di secondo grado. Ma ad oggi, Tosi non ha nessuna condanna sul groppone (come detto erroneamente da Travaglio).
    Per me questa è una bella soddisfazione: ho “bruciato” sul tempo un grande cronista giudiziario e autore di libri in vetta alle classifiche. Mi spiace che lui non legga le pagine dell’Espresso, dove scrive tutte le settimane.”
    (www.gabrielemastellarini.com)
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    Travaglio continua a riempirsi la bocca col dire che è stato allievo di Montanelli, ma – ancora una volta – censura i fatti.
    Indro Montanelli dichiarava: “I fatti vanno raccontati tutti: chi ne censura qualcuno è un disonesto che come tale prima o poi viene smascherato”.
    Capito, Travaglio??? O “Marcozero”, come lo chiama Filippo Facci.

  6. Francesco Gilardini
    24/10 2008

    Marco Travaglio rimane un grande giornalista,come lo era il suo Maestro Indro Montanelli.

  7. Francesco Gilardini
    24/10 2008

    Ricapitalizzazione?Il rifiuto delle Banche a silviuccio(che il Presidente dell’Abi ha preso per quwl pezzo di ignorante che è in materia economica…

  8. Talita
    24/10 2008

    Il grande GIORNALAIO Marco Travaglio colpisce ancora. A vuoto e senza contraddittorio, ovviamente!!!
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    1) A proposito delle agende del Senato, il comico del Travaglino, nel corso dell’ultima sagra televisiva “Annozero”, ha affermato che «da solo il Presidente Schifani spenderà 260.000 euro per realizzare la preziosa agendina di Palazzo Madama…».
    Una nota dell’Ufficio Stampa del Senato precisa: «La spesa del 2008 è IL RISULTATO DI UNA GARA EUROPEA DI DURATA QUADRIENNALE DECISA ED EFFETTUATA NELLA SCORSA LEGISLATURA e quindi non ascrivibile all’attuale Presidenza». «Inoltre, a partire proprio dal 2007, e come già sottolineato con un comunicato stampa del luglio 2007, grazie a questa gara si è ottenuto un risparmio del 65 per cento sull’onere del 2005, facendo scendere il costo unitario delle agendine dai 20,28 euro del 2005 ai 7,60 dell’anno in corso. Infine, quasi il 50 per cento del costo totale di agende e agendine verrà comunque compensato dalla vendita delle stesse: quindi – conclude la nota – non è corretto sostenere che dal Senato escono 260.000 euro, perché la metà dello stanziamento sarà coperto, come in passato, dai ricavi delle vendite». (Corriere della Sera, oggi)
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    2) A proposito delle consulenze degli ex ministri Pomicino e Bernini, il comico del Travaglino, nel corso della sagra televisiva “Annozero”, ha affermato che Rotondi, «a spese dello Stato, nomina consulenti due condannati del rango degli ex ministri Pomicino e Bernini».
    Rotondi scrive a Santoro: «Non entro nel merito del giudizio sulle persone che evidentemente stimo al punto di incaricarle di consigliarmi. Prego solo Lei di precisare, nelle forme che vorrà, una circostanza essenziale: i due ex ministri PRESTANO SERVIZIO GRATUITAMENTE come tanti loro colleghi di altri Paesi del mondo».
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    Conclusione: l’unica grandezza del GIORNALAIO Marco Travaglio è la sua infinita, illimitata, sconfinata faccia di bronzo.

  9. Francesco Gilardini
    25/10 2008

    Resta il fatto che il Presidente dell’ABI ha preso Berlusconi per un igmorante in campo economico…

  10. Talita
    25/10 2008

    Uhm… IGMORANTE… uhm-uhm-uhm!
    Swahili, forse?

  11. Francesco Gilardini
    25/10 2008

    Anche tu fai talvolta errori di battitura,e nessuno ironizza nè sfotte.Ti comporti sempre come se ti avessero punto le vespe da poco.Non è che oltre ad essere(poverina)berluschina sei pura infelice e frustrata?!
    Oppure le due cose vanno assieme(dunque ti chiedo scusa)comunque,e che forse tutti i berlusconidi sono infelici,frustrati,perennemente incavolati,depressi,tristi e privi di senso dell’umorismo.Infatti ridono solo per le volgarità e le barzellette sceme del loro capo.A ciascuno il suo.

  12. Francesco Gilardini
    27/10 2008

    Ma cosa è successo tra Mpa di Lombardo e F.I.?Al Congresso di Messina il Ministro Alfano non si è presentato.Francesco Musotto,passato da F.I.all’Mpa,afferma che il partito forzista ha dietro di sè il nulla,se non il carisma di Berlusconi.Mala tempora currunt…

  13. Talita
    27/10 2008

    Spappolato, altro che errori di battitura! Con il ritorno del voto numerico, a scuola prenderesti al massimo 3!
    Il vero problema è aver sbattuto la testa da piccoli!
    E interessati delle infelicità tue, una volta per tutte!
    Sei ossessionato da Berlusconi. Sarà perché non hai una vita da vivere? Prova con le attività ricreative comunali per gli anziani…

  14. Energumeno Tascabile
    28/10 2008

    Ricapitolando:
    Talita è ossessionata da Travaglio,mentre Spappolato è ossessionato da Kim- Il-Sung,il già decomposto Leader nordcoreano.I due ossessi,che potremmo chiamare Spappolita.

  15. Talita
    28/10 2008

    Ripeto: prova con le attività ricreative comunali per gli anziani…
    Vuoi che ti faccia un disegnino esplicativo?

  16. Talita
    30/10 2008

    Ho appena terminato di far stampare un poster (m 2×1) con il seguente articolo di Filippo Facci. Pregevolissimo.
    ______________
    Il becchino di Torino
    Il cabarettista del Travaglino, quello che sfotte i difetti fisici altrui, quello che ha portato la famiglia in vacanza con un favoreggiatore di mafiosi, quello che passa per documentato e poi fa le figuracce in diretta, quello che non gradisce il contraddittorio, quello che lucra su un «regime» che da anni lo manda in onda in prima serata, quello appena condannato a otto mesi per diffamazione, quello che ha proposto l’abolizione dell’Appello ma ha appena fatto Appello contro la condanna per diffamazione, il cabarettista del Travaglino, insomma, ha inaugurato una nuova rubrica sull’Unità: si chiama, molto modestamente, «Zorro». Di Pietro, probabilmente, fa la parte del tenente Garcia.
    Orbene: il becchino di Torino stavolta se l’è presa coi morti: le cosiddette vittime di Tangentopoli, ieri, le ha ribattezzate «I politici ladri». Fine dell’analisi. Che gli frega: tanto il suo pubblico applaude comunque. Che gli frega: dal 1992 al 1998 i suicidi «giudiziari» sono stati 45, e di questi 45 ben 32 furono addensati nel periodo in cui impazzava la carcerazione preventiva, ossia dal 1992 al 1994: ma che gli frega. E che gli frega che alcune delle vittime di Tangentopoli, i «politici ladri», non risultassero neppure indagate (se vuole gli fornisco i nomi) e furono solo stritolate da un clima infame che per Travaglio è la normalità assoluta, è il Paese normale in cui vorrebbe vivere. (Il Giornale, 29 ottobre 2008)

  17. Nino
    7/11 2008

    Marco Travaglio è affetto da un certo narcisismo.