Pubblicato in Archivio
4/12 2007

Come i fili dell’alta tensione….

 

La prima commissione del Csm ha avviato all’unanimità la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità nei confronti di Clementina Forleo. L’avvocato Giulia Bongiorno, legale del magistrato, difende comunque l’operato del giudice e sostiene il radicato convincimento che da un ulteriore approfondimento della questione “non potrà che risultare l’assoluta correttezza del Gip di Milano”.

A provocare l’ intervento del Csm erano state state proprio le dichiarazioni del gip Forleo sulle presunte intimidazioni ricevute nell’ambito dell’inchiesta sulle scalate bancarie. Dichiarazioni che il vice presidente della prima Commissione del Csm Letizia Vacca aveva già stigmatizzato durante le prime consultazioni a riguardo.

”Siamo tutti allarmati dall’ impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime – spiega il vice presidente del Csm -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell’ immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi.

La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione”. ”Lo spirito che ci muove – puntualizza la vice presidente – non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano”.

Il gip di Milano sarà ascoltata il 18 dicembre prossimo dalla prima commissione del Csm per difendersi dalle contestazioni che le vengono mosse e che hanno portato all’ apertura della procedura di trasferimento d’ ufficio per incompatibilità. Il magistrato sarà chiamato a rispondere delle dichiarazioni fatte durante la trasmissione tv ”Annozero”, condotta da Michele Santoro, in cui parlò di intimidazioni ricevute anche da ”ambiti istituzionali” mentre si occupava dell’ inchiesta sulle scalate bancarie. Clementina Forleo era già stata sentita dalla prima commissione il 6 novembre scorso ma stavolta si tratta di una audizione di tipo diverso, tant’ è che il magistrato potrà essere assistita da un difensore.   Questo l’articolo.    da Tgcom.it

Sia chiaro, io non sono un fan della Forleo. Non dimentico che la dolce Clementina fu autrice di un atto giudiziario come la revoca della custodia cautelare per alcuni terroristi che gridò allo scandalo.

Qualcuno potrebbe sospettare che le smanie di protagonismo possano aver avuto la meglio sulla personalità del GUP milanese. Non io.

In tutta questa vicenda però il colto e l’inclito leggono solo una cosa: chi tocca certi politici e certi argomenti resta folgorato!!

In un modo o in un altro si paga. Immaginate sol per un istante cosa sarebbe accaduto se i politici in questione fossero stati Berlusconi, Dell’Utri, Letta, Bondi, Cicchitto o altri……credo che sarebbe venuto giù Palazzo dei Marescialli………

A tutti coloro che gridarono allo scandalo quando si cercò di mettere ordine alla infaticabile macchina da guerra della satira contro Berlusconi, oggi chiedo di indignarsi ancor di più, perchè qui non c’è in gioco il contratto multimilionario di qualche “giornalista”, c’è in gioco la libertà delle istituzioni ed i rapporti tra poteri dello stato.

Adesso schifatevi tutti per come viene trattato un Giudice che ha avuto il solo torto di aver centrato l’obiettivo.

 

COMMENTI

  1. RobertoFilippoLuca
    4/12 2007

    come ho postato in altri blog:

    “…ora ho la certezza che tra Berlusconi e d’Alema l’unica differenza è che uno è calvo e l’altro ha i baffi”.

    la sinistra pagherà tutto.

  2. kociss
    5/12 2007

    se tutti coloro che sono stati al potere dovessero veramente pagare salato i disastri commessi durante l’esercizio del loro mandato,il bilancio dello Stato sarebbe tra i piu’ floridi al mondo, tanto da pensare seriamente non ad abbassare le tasse ma addirittura azzerarle;
    Quando ,dopo la responsabilità civile dei giudici voluta dalla gente ed inapplicata de facto, qualcuno avrà il coraggio e la forza
    di indire un referendum sulla regolamentazione legislativa della responsabilità civile del governo rivelatosi
    inetto se non peggio?
    sarebbe divertente chiedere tra i requisiti per essere nominati governanti anche la capacità economico-finanziaria di risarcire la nazione degli eventuali danni procurati….

  3. 6/12 2007

    Caro kociss, mi sa che la tua domanda resterà sempre senza risposta.
    Fin quando i magistrati saranno liberi di sbagliare…….

  4. RobertoFilippoLuca
    6/12 2007

    Il bipolarismo in una sola persona

    “Mi avete fatto venire caldo al cuore, il mio batte all’unisono con il vostro e sono orgoglioso di dirvelo. Anche il mio cuore ha vibrato sulla vostra stessa lunghezza d’onda. E’ una nuova avventura che si riallaccia alle radici della destra e che vi ha portato qui tutti insieme come una comunità di chi ancora ci crede”
    (Silvio Berlusconi all’assemblea costituente de “La Destra” di Francesco Storace, Ansa, 10 novembre 2007)

    “Il Partito democratico? Quasi quasi aderisco anch’io…” (Silvio Berlusconi, 21 aprile 2007)

    “Io sono un liberale di sinistra, preferisco la politica dei Democratici Usa a quella dei Repubblicani”
    (Silvio Berlusconi, 27 gennaio 2006)

    “Forza Italia potrebbe essere ragionevolmente perfino descritta come un partito di centrosinistra”
    (Silvio Berlusconi a “The Times, 17 marzo 2002)

  5. RobertoFilippoLuca
    6/12 2007

    Filtrano le parole del Cavaliere ai vertici di Fi: «Pier Ferdinando vuole fare da pendolo, è irrecuperabile. Andrà a sinistra. Ha ucciso lui la Cdl, non io o Fini». Bonaiuti cerca di placare la polemica: «Frasi mai pronunciate»

    e poi ve la prendete con i magistrati???
    per me il problema di questo paese è in primis una classe politica dedita alla menzogna, al volta faccia, alla smentita, alla corruzione, collusione e alla mafia.

    Destra / Sinistra / Centro

  6. 6/12 2007

    Bhè……scusami ma chi è che ha abbandonato la CDL per primo??

  7. 27/06 2008

    Il Csm assolve la Forleo
    E lei: «La giustizia trionfa»

    Il procedimento riguardava la richiesta di autorizzazione all’uso delle intercettazioni di Fassino e D’Alema

    Clementina Forleo (Ansa)
    ROMA – Il gip di Milano Clementina Forleo è stata assolta dalla sezione disciplinare del Csm dall’accusa di aver violato i suoi doveri per i contenuti dell’ordinanza con la quale, nel luglio del 2007, chiese alle Camere l’autorizzazione all’uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari nell’ambito della vicenda Unipol.

    FORLEO – «Avere fiducia nella giustizia prima o poi paga»: così la Forleo ha commentato al sua assoluzione. «La giustizia trionfa»- ha aggiunto il gip di Milano. Poi ha rivolto un pensiero al collega Luigi De Magistris: «Siccome il tempo è galantuomo – ha detto – spero che anche De Magistris abbia giustizia».

    CSM – Assoluzione perché il fatto non costituisce illecito disciplinare. Così la sezione disciplinare del Csm, presieduta da Nicola Mancino, ha assolto il gip di Milano Clementina Forleo dalle accuse che le erano state mosse dalla Procura generale della Cassazione in relazione all’ordinanza con cui, il 20 luglio dello scorso anno, il giudice aveva richiesto alle Camere l’autorizzazione per utilizzare le intercettazioni, disposte nell’ambito delle inchieste sulle scalate bancarie, nelle quali comparivano anche alcuni parlamentari, tra cui gli esponenti del Pd Massimo D’Alema e Piero Fassino.

    LA RICHIESTA – Per il pg di Cassazione, che aveva chiesto la condanna della Forleo alla censura e, come pena accessoria, aveva indicato il trasferimento in un altro ufficio, il gip di Milano aveva usato in quell’ordinanza «accenti suggestivi e denigratori» in un «abnorme e non richiesto giudizio anticipato». In tale modo, secondo l’accusa, la Forleo, che nel suo provvedimento aveva definito i politici in questione «consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata», aveva violato «l’obbligo di imparzialità, correttezza ed equilibrio». La Forleo aveva definito «consapevoli complici di un disegno criminoso» D’Alema e il senatore Nicola La Torre, ipotizzando per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E li aveva descritti come «pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in totale spregio dello stato di diritto». Di tutt’altro avviso, invece, è stato il Tribunale delle toghe, che ha pronunciato il verdetto dopo circa due ore di camera di consiglio.

    INCOMBE IL TRASFERIMENTO – L’eventualità di un trasferimento dalla sede giudiziaria di Milano grava però ancora sulla Forleo: il plenum del Csm, infatti, nelle prossime settimane sarà chiamato a decidere se dare il via libera al trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale del gip di Milano proposto dalla prima commissione del Csm e relativo alle dichiarazioni che la Forleo aveva rilasciato su presunte «pressioni» ricevute da «ambienti istituzionali». Inoltre, nei confronti della Forleo, pende anche un’altra azione disciplinare promossa dal Pg di Cassazione e inerente la gestione di un procedimento a carico di Farida Bentiwaa, accusata di terrorismo internazionale, processo sul quale il gip aveva avuto contrasti con il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro.

  8. 29/10 2008

    Great work.

  9. Energumeno Tascabile
    30/10 2008

    L’Unità tascabile è un giornale stu-pen-do.
    Brava Conchita!!Grazie Talita,per avermelo fatto scoprire.Diventerà il mio quotidiano.E poi ci scrive Travaglio,che da dempre ha difeso la D.ssa Corleo!!

  10. Talita
    30/10 2008

    Spappolato, ti do un’altra dritta: va’ a guardare la pubblicità di Toscani della nuova Unità-trallallero-trallallà…
    Un giornale da…lato B, come si dice oggi: non ho capito bene se in quanto a contenuti o in quanto a utilizzo pratico. Decidi tu.
    P.S. Chi mai è la dottoressa Corleo? La tua psicoterapeuta?

  11. Michele
    4/12 2008

    «chi non si allinea paga i propri errori»
    «Mani Pulite ha tolto libertà a magistrati»
    Le accuse della Forleo in un libro: «Indagare sulla destra va bene, ma se cambi colore di caimano ti fai male»

    Clementina Forleo (Emblema)
    MILANO – «Fino a Tangentopoli, e fino a qualche anno fa, il problema era dell’indipendenza della magistratura dal potere politico, adesso è dell’indipendenza del magistrato rispetto alla magistratura ». Il «singolo magistrato » che «non si vuole allineare, non si vuole schierare, vuole essere libero, finisce per pagare i suoi errori. E li paga cari». Parola del gip Clementina Forleo, che il Csm ha trasferito a Cremona per incompatibilità ambientale, la quale vede questa situazione come la conseguenza degli «eccessi» di Mani Pulite, specialmente nell’uso del carcere, che hanno «rafforzato il consenso popolare verso certa politica» e minato «la fiducia» nei magistrati.

    Torna sul tema dei «poteri forti», Forleo, in un libro-intervista di Antonio Massari (Alberti). Nel ’94, quando lei diventò giudice a Milano, i «magistrati erano uniti» nella «battaglia fisiologica e sempre in corso» contro un potere politico che «aveva un colore ben definito: c’era un nemico». «Berlusconi?», chiede l’autore. «Il pool si ribellò a un decreto del governo Berlusconi» risponde parlando in astratto. I fatti erano «gravissimi, ma lo strumento carcerario doveva essere limitato ai più gravi». E anche se «il sistema era talmente radicato che c’erano poche vie d’uscita», non farlo fu un errore. Il risultato del rafforzamento del potere politico è che ora i magistrati sono «più prudenti» e gli inquirenti «finiscono comunque per rispondere alle logiche di potere interne, nonostante l’obbligatorietà dell’azione penale», ragiona Forleo, gip dell’inchiesta Unipol- Antonveneta, firmataria della custodia per il banchiere Gianpiero Fiorani, chiedendosi retoricamente se «Fazio (indagato, ndr.) e sua moglie sarebbero rimasti liberi all’epoca di Tangentopoli». «Fiorani, in galera, c’è finito. Fazio invece no. Né lui che all’epoca dei fatti era il governatore della Banca d’Italia, né sua moglie che, peraltro, non mi risulta sia stata indagata, neanche per favoreggiamento, nonostante fosse anch’ella in contatto con Fiorani» con cui scambiava «informazioni importanti».

    «Oggi si è rotto l’idillio tra certa magistratura e certa politica e ciò ha causato autentici scempi, quale il silenzio dell’Anm di fronte alla vicenda di Luigi de Magistris», il quale aveva scoperto che tra i magistrati potevano esserci «personaggi conniventi con i potentati politici ed economici». La magistratura faccia «i conti con se stessa» affrontando «la questione morale», perché «oggi il singolo magistrato è più debole» e c’è il rischio che qualcuno possa «scivolare in comodi compromessi», come le è già capitato di vedere con amarezza. Le sue posizioni a difesa di de Magistris, per la separazione delle carriere, contro le correnti e la richiesta al Parlamento di usare nell’inchiesta Unipol le telefonate degli allora ds Latorre e D’Alema («consapevoli complici di un disegno criminoso», scrisse) hanno dato il via ai «vergognosi attacchi» contro di lei, anche dalla magistratura: «Si sono toccati i fili che fanno morire. Perché fino a quando s’era attaccato il nemico della magistratura, il nemico di destra, era andato tutto bene. Avevo avuto la solidarietà. La magistratura era stata compatta nel proteggere il giudice Forleo. Poi, quando spunteranno caimani d’altro colore, tutti si dilegueranno».

    Tre giorni dopo, lesse l’appello ai giudici del presidente Napolitano alla «riservatezza» e a non inserire in atti «valutazioni non pertinenti» come «una pressione» che le fece «male», «un’offesa al Paese». In un altro passaggio definisce caimano «il potere esecutivo, qualunque colore abbia». Il libro ripercorre i procedimenti del Csm che l’avrebbe trasferita dopo «un processo sommario», «una pagina nera nella storia della magistratura » che l’ha fatta sentire come «un dissidente perseguitato», dichiara. Lì parlò dell’ex procuratore Gerardo D’Ambrosio il quale, eletto senatore ds, si schierò «contro la trascrizione delle telefonate». Lo vide andare a pranzo con i pm delle scalate bancarie e la cosa la indignò: «Se qualcuno lascia la toga per diventare un politico, poi dovrebbe avere il buon gusto di non creare confusione di ruoli. Io non ho avuto dubbi sul rigore dei colleghi: colsi l’inopportunità del gesto di D’Ambrosio». L’ex procuratore ha sempre ribattuto che si trattò di un incontro occasionale e non si parlò delle inchieste. Una rivelazione, infine. Ha ricevuto la proposta di candidatura. Da chi? «Non dal centrodestra» né dall’Idv di Di Pietro.

    Giuseppe Guastella
    04 dicembre 2008

    (www.corriere.it)

  12. Michele Sparpagliato
    5/12 2008

    Mi sono confuso,ammetto di non capirne più nulla.

  13. ottavio
    5/12 2008

    e non sei il solo….

  14. M.Sparpagliato
    7/12 2008

    E’ molto interessante ascoltare il capo di Fi che parla di questione morale nel Pd.E’ certamente un buon sintomo che egli richiami dei politici al senso dell’etica.